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Fascicolo del fabbricato: ecco come deve funzionare

La Regione Puglia ha varato la legge n. 27 del 20 maggio 2014 “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni - Istituzione del fascicolo del fabbricato” con la finalità di predisporre uno stato di conoscenza sullo stato conservativo del patrimonio edilizio a salvaguardia della sicurezza e della qualità delle strutture, con particolare attenzione agli edifici strategici, ai fini di protezione civile e del rischio rilevante in relazione alle azioni sismiche, per prevenire e proteggere gli immobili dai rischi di eventi calamitosi.

E dunque, con questo scopo è stato istituito il  fascicolo del fabbricato per ogni edificio di nuova costruzione, con tutte le informazioni utili a conoscere lo "stato di salute" dell'immobile (progettuale, urbanistica, edilizia, catastale strutturale, impiantistica nonché i dati dei relativi atti autorizzativi, nonché gli estremi e l’oggetto degli atti autorizzativi comunque denominati);  redatto in formato cartaceo o in formato elettronico, quale strumento operativo idoneo al perseguimento delle finali sopradescritte. Il fascicolo deve essere aggiornato in occasione di ogni lavoro o di modifica significativa dello stato di fatto e/o della destinazione d’uso dell’intero fabbricato o di parte di esso, anche nel caso di lavori eseguiti da enti erogatori di pubblici servizi (luce, acqua, gas, telefono, ecc.).

La  legge precisa che il fascicolo vale per tutti gli immobili la cui costruzione sia iniziata dopo l'entrata in vigore. Invece, per tutti i fabbricati già esistenti va comunque redatta la "Scheda informativa" del fabbricato, entro il termine perentorio di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, a cura dei proprietari, avvalendosi di tecnici in possesso di idoneo titolo professionale. La scheda informativa è custodita dal proprietario o dall’amministratore del condominio, deve essere a disposizione per ogni controllo da parte delle autorità competenti e deve essere allegata ai progetti di manutenzione straordinaria, recupero, restauro, ristrutturazione, ampliamento in orizzontale e verticale, da sottoporre a Permesso di Costruire, SCIA, DIA o CIL, pena il diniego dell’autorizzazione o il rifiuto della comunicazione inviata.

Fascicolo e Scheda  saranno tenuti dall'amministratore del condominio o, in sua mancanza, presso uno dei proprietari.  Sanzioni salatissime, da 5.000 e sino a 50.000 euro, sono previste per gli inadempienti. E’ facoltà per i comuni di estendere l’obbligatorietà della redazione del fascicolo anche per i fabbricati pubblici non elencati nella deliberazione di g.r. 1214/2011 e privati esistenti, ricadenti in aree instabili o potenzialmente instabili, considerate a pericolosità geomorfologica e a rischio di dissesto idrogeologico legato alla possibile subsidenza del suolo, così come individuate dagli atti di indirizzo dell’Autorità di Bacino della Puglia e dal Piano di assetto idrogeologico.

In tal caso, il fascicolo del fabbricato deve essere integrato da analisi di stabilità. I comuni, entro il termine perentorio di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, anche con riferimento alle disposizioni di cui all’o.p.c.m. 3274/2003, articolo 2, commi 3 e 4, provvedono a raggruppare i fabbricati esistenti per probabile livello di rischio attuale (strutturale, geologico, e idrogeologico del suolo), sulla base delle informazioni e delle conoscenze delle caratteristiche geotecniche e idrogeologiche del suolo. Entro lo stesso termine, i comuni predispongono un cronoprogramma definito in base al livello del rischio, finalizzato alla sottoposizione dei fabbricati interessati alla verifica obbligatoria della loro condizione statica.

L’atto di raggruppamento e il relativo cronoprogramma devono essere trasmessi al Servizio regionale competente. verifica delle condizioni statiche dei fabbricati, effettuata da un tecnico con idoneo titolo professionale, deve essere a disposizione per ogni controllo da parte delle autorità competenti ed è svolta nel termine perentorio di tre mesi dalla data di approvazione del cronoprogramma comunale, al fine di accertare l’eventualità di probabili dissesti statici in corso e relativi rischi. A conclusione delle operazioni di verifica, il professionista incaricato redige una relazione tecnica finale che, a cura del committente, è trasmessa al comune di competenza. 

Ogni comune organizza, sulla base degli elementi conoscitivi rinvenibili dai fascicoli pervenuti, nonché dalle schede informative, apposita banca dati relativa alla condizione e conservazione dello stato del patrimonio edilizio comunale censito e alla identificazione degli immobili a rischio, trasmettendo con cadenza semestrale un documento di monitoraggio al Servizio regionale competente in materia di rischio sismico e geologico.

Scritto da Anna Chiapparino
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