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Consorzi di bonifica: il caos e il rimpiattino

Pagare o non pagare. Questo è il problema. Oggi scadono i termini per il pagamento del tributo 630 scadono oggi. Una serie di cartelle "pazze" inviate ai proprietari di fondi ed immobili agricoli della nostra Regione con cui vengono chiesti i contributi per i Consorzi di Bonifica.

Una imposta che è sembrata, unanimemente, eccessiva e che ha fatto tornare a discutere dell'utilità (o meglio, dell'inutilità) dei Consorzi di Bonifica. L'Anci nei giorni scorsi ha chiesto al presidente Nichi Vendola ed all'assessore Fabrizio Nardoni un tavolo tecnico per discutere della questione. Oggi è arrivata la risposta dalla Regione Puglia, con una riunione indetta per mercoledì prossimo.

Ma a che serve parlare di un tributo che ha la prima rata già scaduta da due giorni?

Sui Consorzi, stranamente, maggioranza ed opposizione sono pressocchè daccordo nel definirli inutili e dannosi Enti. A parlarne stamattina è stato il centrosinistra (domani sarà la volta dell'opposizione di centrodestra)

L’intervento dei parlamentari pugliesi per la presentazione di una proposta di legge che sancisca lo scioglimento dei Consorzi di Bonifica. E’ quanto auspicato dal consigliere regionale Michele Ventricelli nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina nella sede del Consiglio regionale insieme ai consiglieri di maggioranza Pino Romano, Mario Loizzo, Alfredo Cervellera e Michele Mazzarano.

Ventricelli è intervenuto nuovamente sulla vicenda degli avvisi di pagamento emessi dagli enti strumentali della Regione che hanno messo in allarme gli agricoltori e i proprietari di immobili urbani. “Quella dei Consorzi di Bonifica è una questione annosa alla quale la Regione ha tentato di porre rimedio con la legge regionale di riforma del giugno 2012 che - nello specifico - stabilisce che il contributo di bonifica possa essere richiesto solo per benefici "diretti e specifici". I piani di classifica eludono questo principio fondamentale della legge, prevedendo invece il contributo di bonifica anche ai fabbricati urbani i cui reflui depurati vengono smaltiti nei canali mai manutenuti dal consorzio di Bonifica”.

“E’ necessario – ha concluso Ventricelli - che i Consorzi si attengano a quanto disposto dalla legge, mentre nel frattempo il Governo regionale e la maggioranza di centrosinistra sono impegnati ad evitare che si abbatta sugli agricoltori e sui cittadini una tassazione esagerata e irrazionale”.

A sgombrare ulteriormente il campo da equivoci e da soluzioni “demagogiche” il consigliere regionale Mario Loizzo, che ha ribadito come lo scioglimento dei Consorzi sia materia di competenza del Governo nazionale e che l’unico atto di responsabilità che la Regione può e deve compiere è quello di avviare un percorso virtuoso per evitare che la spesa per i Consorzi gravi ancora pesantemente sul Bilancio autonomo regionale.

“Dal 2004 – ha puntualizzato Loizzo – la Regione ha riversato nelle casse di questi enti circa 280 milioni di euro. Un costo enorme, che sottrae risorse importanti al Bilancio regionale e al quale non si può più dare seguito".

Tre i punti da cui partire – secondo Loizzo - per affrontare la questione in maniera seria e responsabile: trovare un accordo con le organizzazioni del comparto agricolo in maniera da stabilire una contribuzione minima sostenibile per tutti; individuare dai fondi comunitari e dai fondi ex-Fas risorse per gli interventi di manutenzione straordinaria necessari e infine prevedere nella prossima legge di variazione al Bilancio la possibilità di escludere dal pagamento del contributo i fabbricati urbani.

Posizione condivisa anche dai consiglieri jonici Michele Mazzarano e Alfredo Cervellera, favorevoli alla sospensione della procedura di riscossione della tassa agli agricoltori in attesa che vengano ridefiniti gli indici per il calcolo dei tributi. Per Mazzarano inoltre “sarebbe auspicabile tenere fuori dalla tassazione gli immobili urbani ed extraurbani e rivedere i parametri del contributo che non può superare per tutti i 35 € per ettaro.

Parallelamente andrebbe messa in campo una pianificazione di opere di bonifica e manutenzione straordinaria attraverso il reperimento di risorse comunitarie o attingendo ai fondi per la difesa del suolo”.

Anche per il capogruppo Pd Pino Romano sarebbe più utile affrontare la questione dei Consorzi di Bonifica partendo dall’approfondimento della legge regionale esistente, e in particolare proponendo in sede di approvazione del Bilancio un emendamento di modifica riguardante le spese generali e di funzionamento a cui dovrebbe essere destinata “una quota non superiore al 30% del totale delle entrate rivenienti dal pagamento dei contributi consortili”.

E intanto in questo gioco delle parti, i termini scadono oggi, e i nostri corregionali non sanno se pagare o rifiutarsi di farlo. Le associazioni di categoria hanno consigliato di non pagare per un servizio inesistente di un Ente che di fatto esiste solo sulla carta e poco altro.

Mentre in Regione si continua il gioco del rimpallo di responsabilità, del rialzo del prezzo e delle tre carte.

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Scritto da Roberto Mastrangelo
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