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Onofrio Introna, il bilancio del 2012

Una Puglia contromano, che cresce, dove le altre Regioni arretrano e un Consiglio regionale in controtendenza, misurato mentre altrove si spreca, virtuoso mentre altri si travestono da Batman, sobrio e responsabile davanti ai problemi dei pugliesi. Il presidente dell’Assemblea pugliese, Onofrio Introna, ha fatto il punto di un anno di “buona politica “, fornendo i numeri e i risultati del 2012 e di due anni e mezzo di legislatura. “Abbiamo cambiato il modo di fare politica”. È stato un anno “impegnativo” per il Consiglio regionale, che ha completato un processo di autoriforma tra i più complessi e lo ha fatto “anticipando tutte le altre Regioni d’Italia e le indicazioni del Governo Monti per il contenimento dei costi della politica”.

 

Una prova di “sobrietà” data ai pugliesi, della quale il presidente non assume la paternità esclusiva, ma che divide con l’intero Consiglio. “Abbiamo lavorato bene. Grazie alla collaborazione di tutti i gruppi, l’Assemblea ha fatto proprio questo percorso di autoriforma, nato da una scelta autonoma di moralizzazione, nella consapevolezza del momento delicato che il Paese sta attraversando e ben prima dell’esplosione dello scandalo ‘Regioni’ sui media”.

 

La Puglia non corre il rischio di finire sulle pagine di nera. “Eravamo già la Regione che pesava di meno sui propri cittadini, ora lo siamo ancora di più sul piano dei costi”. Per due volte è stato ridotto il numero dei consiglieri per la prossima legislatura, prima da 70 a 60, poi definitivamente a 50 (e 10 assessori, di cui solo 2 esterni). “Ci siamo liberati all’unanimità del vitalizio, tanto odiato dall’opinione pubblica e abbiamo cancellato anche l’assegno di fine mandato”. Ogni consigliere regionale costerà 5mila euro l’anno, il 50% di meno della spesa attuale. Le indennità sono state ridotte e unificate in tutta Italia: non oltre 11.100 euro lordi al mese, senza differenza di incarichi. Il risparmio della manovra di autoriduzione dei costi del Consiglio supererà ogni anno i 7milioni di euro.

 

Resta solo da adeguare la legge elettorale (al più tardi entro marzo), al nuovo plenum a 50 consiglieri più il presidente eletto, ai rilevi della Consulta sul premio di maggioranza e alla parità di genere, prevedibilmente con la doppia preferenza uomo/donna sul modello della Campania. “E’ una facoltà, non un obbligo per l’elettore – ha osservato Introna – non offende le donne creando ‘quote’ e lascia la decisione ai cittadini”. Non dovrebbe risultare indigesta ai consiglieri che dovranno approvarla, “per i quali non rappresenta un rischio”.

 

I numeri (27 sedute, 40 leggi pubblicate nel 2012, 37 ordini del giorno approvati, 39 tra interrogazioni, interpellanze e mozioni esaminate delle 305 presentate, ma tutte hanno ottenuto risposta scritta) non rendono la produttività di un Consiglio regionale “che non si è risparmiato – ha fatto presente il presidente – ha lavorato con intensità, adottando leggi innovative e spesso in totale accordo tra tutte le forze politiche, che hanno condiviso decisioni su problemi cruciali, pur nella legittima dialettica tra maggioranza e opposizioni. Come bene hanno lavorato le commissioni”.

 

Se la Puglia economica è cresciuta, ha rafforzato il Pil (+0,5%) e ha visto crescere sia pure di poco l’occupazione, “è merito anche di un’Assemblea attenta e sensibile in tutti i suoi componenti, nessuno escluso. Anche l’ultima seduta del 2012 ha visto l’adozione (40 sì, “ben oltre i numeri della maggioranza”) di un “bilancio pulito, che ha sconfitto la pratica dei provvedimenti mancia. Sono state abbassate le aliquote Irpef. È slittata l’Ecotassa, la penalizzazione per i Comuni in ritardo con la differenziata. Pagheremo meno la benzina, per l’eliminazione dell’accisa regionale. Da record in Italia l’esenzione per 5 anni della tassa di circolazione per le auto a gas di nuova immatricolazione”.

 

Il “Consiglio è andato incontro ai bisogni dei cittadini”, anche per questo ha apprezzato la “decisione coraggiosa” del presidente Vendola di sforare il Patto di stabilità nel 2012, recuperando 500milioni di euro, “che sarebbero rimasti congelati, improduttivi”. Per Introna risultano “incomprensibili i vincoli di spesa imposti dal Governo nazionale, “sono lacci allo sviluppo che un Paese in crisi non può permettersi”.

 

L’impegno per Taranto (coniugare il diritto alla salute con quello al lavoro), la battaglia per i treni, quella per la difesa dell’ambiente, dell’Adriatico ed ora dello Ionio, che vede la Puglia capofila su scala europea, la costruzione delle nuove sedi del Consiglio e degli Assessorati a Japigia, il dialogo coi giovani, l’attività del Corecom per i problemi del digitale terrestre, le iniziative culturali della Biblioteca, sono i tanti settori d’intervento di un “lavoro che continuerà”.

 

Risultati conseguiti da “un Consiglio dal quale i pugliesi possono sentirsi ben rappresentati”. Il presidente ha ringraziato i 70 consiglieri, che “mi hanno consentito di esercitare un ruolo super partes. È stata un’esperienza altamente formativa – ha detto – mi ha dimostrato che si può fare politica anche senza avere necessariamente un antagonista, ma agendo nell’interesse della Puglia, da amministratori sereni, sobri e rispettosi  delle regole e delle esigenze della comunità”.

Sembra un saluto di chiusura, da fine mandato. Introna è candidato alle Primarie di SeL per la scelta dei parlamentari. “Voglio portare a Roma questa esperienza di otto annidi buona politica, che coniuga  la sinistra di governo di Nichi Vendola alla tradizione socialista e riformista”.

Scritto da Redazione
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