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Uil Puglia: bocciato il governo regionale

Ha aspettato che anche la Befana volasse via, la UIL per tracciare un bilancio dell’anno appena trascorso e azzardare qualche previsione per quello appena iniziato. Aldo Pugliese ha dedicato la prima parte del suo intervento a valutazioni di carattere nazionale, che poco si discostano dl giudizio sostanzialmente negativo sull’anno di Mario Monti, in sintonai con CILS e CGIL. Ma anche la situazione Pugliese è afflitta da dense e inquietanti ombre, non tutte e non solo di carattere economico.

“In cinque anni la Puglia ha perso il 5,6% del Pil di cui il 2,9% solo nel 2012, mentre per il 2013 si prevede un ulteriore riduzione dell1,3” ha sottolineato Pugliese “ anche se dobbiamo ammettere che alcuni risultati positivi questa Giunta Regionale li ha realizzati. Ha sopperito in alcuni casi alle carenze del governo centrale: ai tagli del sistema scolastico con proprie risorse ha dato soluzione ai precari; per gli ammortizzatori sociali che li ha interrotti economicamente rispetto a quanto fornito da Roma. Insomma se la Puglia sta meno peggio delle altre regioni meridionali vuol dire che qualcosa di positivo è stato fatto. Noi invece, non vogliamo essere “bastian contrari”, però dobbiamo far osservare che ci sono ancora delle criticità notevoli da superare le quali non ci permettono di guardare con certezza al domani”. 

Intanto la sanità: “Una politica soltanto distruttiva che ha chiuso 22 ospedali, tagliato posti letto e provocato la chiusura di strutture private. Risultato: lunghe liste di attesa anche per esami o analisi mediche di grave entità, oltre ad aumentare la mobilità passiva, cioè il ricorso o il ricovero del paziente in altre regioni. La pUglia deve ancora passare da una logica “ospedalocentrica” a quella sociosanitaria, attivando i distretti sul territorio”.

Pugliese è critico anche con la politica pugliese dei trasporti: “Che pena assistere ad un Ente regionale che a Roma sottoscrive accordi con Trenitalia, mentre a Bari abbaia ma non morde, imprecando per l’isolamento in cui la Puglia è stata cacciata. Purtroppo l’isolamento esiste e le responsabilità sono tutte della Regione e non solo per il trasporto ferroviario. Su quattro aeroporti, due sono operativi, due inattivi con danni economici e di crescita quando, invece, tutti e quattro potrebbero essere operativi creando un grande sistema aeroportuale.

Ma è l’ambiente “la questione più scandalosa sul tappeto, e non solo per l’ILVA”. 

Per Pugliese, infatti, la Regione contesta il documento dell’autorizzazione integrata ambientale predisposto dal Governo centrale e che contiene norme di sicurezza restrittive che in Europa entreranno in vigore nel 2016. Ma il 4 agosto del 2011, e ancor prima del ministero dell’ambiente aveva approvato una autorizzazione integrata ambientale, l’Aia, fatta su misura per l’Ilva.  

“Un imprenditore investe in ambiente quando sa di trarne profitto e se a investire sull’ambiente non si trae profitto, figuriamoci poi lo sfasciacarrozze Emilio Riva lo avrebbe fatto. Motivo per cui, chi di competenza, cioè la Regione, doveva imporre, come previsto per legge gli investimenti per l’ambientalizzazione degli impianti. Ma la Regione ancora oggi è assente assieme al Governo nazionale sulla bonifica del territorio il quale dev’essere restituito ai bambini del quartiere Tamburi permettendo loro di giocare nei giardini, nella scuola. Si deve restituire il territorio bonificato per permettere alle pecore di pascolare”.

Pugliese non salva neppure le politiche regionali relative alla gestione integrata dei rifiuti: “Siamo da tempo in attesa del varo del nuovo PEAR, del ciclo integrale dei rifiuti, dell’amianto, dei rifiuti tossici e nocivi.Per quanto riguarda la raccolta differenziata, sette anni fa avevano programmato di poter raggiungere l’obiettivo del 55%, ma siamo ancorati al livello del 10% e permane ancora l’incivile utilizzo delle discariche a cielo aperto”. 

Per la Uil regionale un bilancio che sarebbe dovuto essere più positivo in quanto alcune criticità regionali, come lo sblocco delle opere pubbliche finanziate dal CIPE, dipendono da una sorta di immobilismo di cui sembra soffrire inspiegabilmente l’intero apparato regionale.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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