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Giornali a scuola, ennesimo colpo di mano dell''Ordine dei Giornalisti

 

Dice Jessica Rabbit: “io non sono cattiva, ma mi disegnano così”.  Potrebbe valere anche per l’Ordine del Giornalisti di Puglia: non ci fa, ci è proprio. Dunque, iniziamo dal principio. C’è un Progetto: i quotidiani della tua Puglia in classe. Il consiglio regionale della Puglia, presieduto da Onofrio Introna, ha reiterato per la nona volta un progetto che è nato quando sembrava che l’unico a fare certe cose poteva essere il centro destra.

Ahimé, pia illusione. Lo scopo di fondo sarebbe pure lodevole: avvicinare alla lettura dei quotidiani gli studenti pugliesi. Certo, qualcuno potrebbe dire: ma come nel 2013 ancora con la carta avete a che fare? Tutti i principali quotidiani nazionali hanno una versione on line, e anche quelli “locali”. Anzi a ben vedere, di recente qualcuno ha perso il cartaceo per strada, Bari sera, per esempio, e continua a vivere solo sul web.

Per svolgere quest’opera di sana educazione mass mediatica, il Consiglio regionale, attraverso al mediateca, ha stanziato 25 mila euro e spicci, così suddivisi:

Compenso giornalisti (250 euro x 25) 6.250.00

Compenso esperti Corecom (200 euro x 25) 5.000.00

Accredito scuole x acquisto giornali (460 x 30) 13.800.00

Totale 25.050.00

13.000 euro per acquisto giornali, vale a dire, facendo pari a circa un euro il costo di una copia, questi dovrebbero acquistare quasi 14 mila copie di giornali che non riescono a vendere tanto nemmeno in tutta la Puglia. 

Ma quali sono i giornali da acquistare?  Ecco qui:

1. Gazzetta del Mezzogiorno[GAZMEZ], che ha l’edizione on line;

2. Repubblica Bari (inserito in Repubblica) [REP] che ha l’edizione on line;

3. Corriere del Mezzogiorno (inserito in Corriere della Sera) [CORMEZ] che ha l’edizione on line; 

4. Bari Sera [BARISERA] che non esce più in versione cartacea; 

5. Il Sole 24 Ore Sud (allegato del Sole 24 Ore) [SOLE] che non esce più;

6. Quotidiano di Bari [QUOTBA), che ha l’edizione on line;

7. Quotidiano di Foggia(QUOTFG) che ha l’edizione on line;

8. Corriere del giorno [CORGIOR] che ha l’edizione on line:

9. Nuovo quotidiano di Puglia [NUOQUOT] che ha l’edizione on line

10. Taranto Sera [TARSERA] che ha l’edizione on line.

Al progetto hanno aderito n. 65 istituti così suddivisi: n.24 della provincia di Bari; n.  8 della provincia BAT; n.3 della provincia di Brindisi; n.8 della prov. di Foggia; n. 10 della prov. di Lecce; n. 12 della prov. di Taranto.

I docenti, ad eccezione di quelli nominati dal Corecom, sono stati tutti segnalati dall’Ordine. Ecco l’elenco: 

Per le scuole della prov. Bari: Corecom ha scelto Ignazio Minerva. L’Ordine ha nominato: Cristiana Cippone, Maria Teresa D’Arenzo, Giuseppe Pace, Annamaria Minunno, Nicola Lavacca, Nicola Tursi, Daniela Celestino

Per la provincia bat;  Corecom: Emilia de Frena. Ordine: Carmelo Palumbo, Rosa Scarpa, Mariella Vitucci, Nello Mongelli 

Per la provincia Brindisi: corecom: Fabio Traversa; Ordine: Beppe Stallone, anna delia turi

Per la prov. Foggia: corecom : Giuseppina De Capua; Ordine: Elena nigro, Piero Russo, Maurizio Tardio, Michele Cirulli, Anna Castigliego

Per la prov. Lecce : corecom: Alessia Mandato; Ordine: Mario Vecchio, Gaetano Gorgoni, Federica Sabato, Marilu Mastrogiovanni, Danilo Siciliano

Per la prov. Di Taranto: corecom: Maria Pia Maiullari. Ordine: Donatella Lopez.

Orbene, le nomine non sono passate dal consiglio dell’ordine, le segnalazioni sono state fatte direttamente dalla presidente Paola Laforgia. Che, naturalmente, non si è peritata nemmeno di sentire nessuno onde capire se ci fossero situazioni di precariato che si potessero così alleviare, sia pur di poco. E che naturalmente non ha fornito alcuna spiegazione sui criteri che l'hanno guidata nella scelta.

Ma trattandosi di soldi pubblici e non dell'Ordine o suoi personali, ci sembra che il minino debba essere proprio quello di fornire uno straccio di giustificazione.

Non basta: la maggior parte di queste nomine fatte dalla Laforgia riguardano persone che non hanno mai scritto una riga per un quotidiano (ma il progetto non parlava di quotidiani?) e molti dei colleghi in questo periodo stanno comunque godendo o di cassa integrazione o di contratti di solidarietà (è la stampa, bellezza. Questa è la situazione).

Qui di troviamo di fronte a soldi pubblici. Quali sono stati i criteri delle scelte e delle nomine? La maggior parte dei giornalisti scelti non ha mai lavorato in un quotidiano. Si inventeranno che sono senza lavoro? Formalmente i giornalisti di antenna sud non sono stati ancora licenziati e un lavoro ce l’hanno ancora. 

Ma è sulla cifra spropositata destinata all’acquisto dei giornali che si richiedono i lumi maggiori. Atteso che l’editoria on line ha ormai preso piede a livello globale e che lo studio dell’informazione on line è molto più istruttivo di quello limitato alla carta (che non è mai interattiva e multimediale), che si vuol fare con quei 13 mila euro regalati a testate che spesso manco pagano i collaboratori? Che usano sistematicamente il lavoro nero, che sono abituate da sempre a vivere d’assistenzialismo pubblico e per questo mai hanno dato alla nostra regione una testata che sia davvero autorevole?

Testate che vendono da sempre poche decine di copie al giorno? E’ su questo che chiediamo lumi a Onofrio Introna, sperando che almeno stavolta ci risponda pubblicamente e non telefonandoci in privato.

Scritto da Redazione
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