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Regione Puglia

Vendola scioglie il nodo-Sanità: l'assessore è Pentassuglia

Fosse stato per lui, Nichi Vendola avrebbe lasciato tutto così com'è, ma di fronte all'evidenza dell'incompatibilità delle cariche di assessore regionale ed europarlamentare (e ci ha impiegato quasi un mese per rendersene conto...) ha dovuto procedere alla nomina del quinto assessore alla sanità del suo doppio mandato. Alla fine, invece, ha dovuto scegliere. Ed ha scelto un esponente del Pd tarantino (tra l'altro coinvolto, sia pure marginalmente, nell'inchiesta "Ambiente svenduto" che ha portato a 53 ordinanze di rinvio a giudizio nei mesi scorsi, tra qui Nichi Vendola e diversi dirigenti piddini di terra jonica).

Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha firmato questo pomeriggio il decreto di nomina del nuovo assessore regionale al Welfare e alla Sanità della Regione Puglia. E’ il consigliere regionale del Pd Donato Pentassuglia che dal 1 luglio sostituirà Elena Gentile, eletta al Parlamento europeo.

Il Presidente Vendola ha anche disposto che fino alla data del 1 luglio, l’assessore Gentile “resti nella piena titolarità delle deleghe”.

“Si tratta – ha detto il Presidente Vendola – di un provvedimento che sono costretto a fare di fronte alla evidenza normativa. L’Assessore Gentile è stata per la mia Amministrazione una straordinaria risorsa di cui faccio a meno con grande dolore. Resta intatto e solido il legame che in questi anni ho avuto con lei. Una donna eccezionale e nello stesso tempo competente e generosa, capace di coniugare, come a volte solo le donne sanno fare, senso di responsabilità, visione politica ed una incontenibile carica umana. I risultati elettorali del Partito Democratico in Puglia, certo raccolti in elezioni diverse da quelle regionali, ma pur sempre significative, mi hanno consigliato di far cadere la scelta del sostituto di Elena verso una nitida competenza amministrativa, manifestatasi già nel complesso lavoro di Aula, di quello stesso partito".

"Sto parlando di Donato Pentassuglia, capace, per altro, di esprimere una compiuta rappresentanza di un territorio, quale quello ionico, oggi particolarmente sofferente. Non ho voluto nel contempo - ha concluso Vendola - interrompere altri preziosi lavori che si stanno svolgendo all’interno del Consiglio regionale e che, con esercizio spesso oscuro di equilibrio e di esperienza, stanno aiutando tutta la maggioranza ad affrontare, in modo compatto, i difficili passaggi che la crisi sta imponendo”.

 

Marmo: la Gentile favorisce i territori amici

“Vorremmo poter non constatarlo, ma i fatti ce lo confermano: l’assessore Elena Gentile ha un occhio di riguardo per la sanità nei Comuni del suo stesso colore politico o che le sono amici”.

Lo dichiara in una nota il Vicepresidente del Consiglio Regionale pugliese, Nino Marmo, che ha depositato un’interrogazione diretta al governatore Nichi Vendola per chiedere di limitare il potere discrezionale dell’assessore.

“In questi giorni infatti – prosegue - sui quotidiani sono state pubblicate notizie degne di nota. Il direttore generale dell’Asl di Foggia, Manfrini, ha annunciato di aver ottenuto la delega per svolgere i concorsi per la copertura dei posti di Direttori di struttura complessa all’ospedale “Tatarella” di Cerignola, città della Gentile. Spostiamoci, invece, a Monopoli, dove lo stesso giorno il “Comitato per le strutture pubbliche” lancia un accorato appello ai massimi vertici della sanità regionale affinché siano indetti subito i concorsi. Già, perché nell’ospedale “San Giacomo” mancano ben 11 primari su 13 reparti attivi. Una situazione simile anche se più grave di quella che denunciamo da tempo per l’ospedale di Andria".

"Abbiamo presentato, inutilmente, innumerevoli interrogazioni e fatto interventi per chiedere alla Gentile di concedere deroghe per la copertura di strutture dedicate all’emergenza e urgenza, mentre assistiamo al trattamento preferenziale che si presta per ospedali e territori “amici”. E l’ospedale di Cerignola può considerarsi vicino all’assessore che avrà ritenuto, giustamente, di concedere la deroga negata ad altri territori prima di traslocare a Bruxelles. Per questo –conclude Marmo- chiediamo a Vendola di intervenire sulla questione e mettere un freno al potere dell’assessore che apre le porte a concorsi di primario senza tener conto delle reali criticità ed emergenze presenti sul territorio”.

Strutture accreditate, servono controlli. Ma di chi?

Strutture sanitarie accreditate. E' necessario incrementare i controlli sulle spese e sul badget a disposizione degli istituti convenzionati con la Regione Puglia. Ma chi dovrebbe occuparsene? Un Assessore che non è più nelle sue funzioni, oppure un assessore che è ancora nella mente di Nichi Vendola?

“Ho richiesto all’Assessore alla Sanità, Elena Gentile, una verifica puntale e attenta dei budget di spesa per le strutture sanitarie convenzionate e accreditate, che vivono un momento di grave crisi economica”.

Lo dichiara in una nota il consigliere regionale del Pdl-FI, Aldo Aloisi, dopo la riunione della III Commissione consiliare di ieri pomeriggio.

“La questione è di rilievo - prosegue - giacché i medici e i laboratori d’analisi denunciano una sofferenza lunga e lungamente non considerata dalla Regione. I budget di spesa non possono essere individuati ed elargiti a fine anno, impedendo quindi alle strutture di programmare la spesa e stabilire il numero delle prestazioni che è possibile erogare in convenzione. Altrimenti, il danno è come sempre dei cittadini, che si vedranno costretti a richiedere prestazioni solo a pagamento per il diniego - giustificato - da parte delle strutture. La Gentile - conclude Aloisi - ha assunto l’impegno di verificare l’operato dell’Asl di Lecce  a riguardo, così come delle altre aziende sanitarie locali, e di incontrare nei prossimi giorni i rappresentanti delle strutture convenzionate e accreditate per trovare una soluzione condivisa al delicato problema”. 

Istituto Zooprofilattico, approvato il riordino

E' stato approvato all’unanimità dalla III commissione consiliare della Regione Puglia il disegno di legge riguardante il riordino dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata.

Il provvedimento - che adegua e sostituisce il precedente ddl n. 2/2013 - prevede l'abrogazione della Legge Regionale della Puglia n. 39/1980 e disciplina le modalità gestionali, organizzative e di funzionamento dell’Istituto foggiano, sicuramente il più importante del Mezzogiorno.

L’Ente, che svolge attività di ricerca scientifica sperimentale, di accertamento dello stato sanitario degli animali e di accertamento della salubrità e sicurezza dei prodotti di origine animale e vegetale, garantisce alle Regioni Puglia e Basilicata e alle relative Asl, il supporto tecnico scientifico per le attività in materia di igiene e sanità pubblica veterinaria. Le attività, individuate sulla base degli indirizzi programmatici definiti d'intesa dalle due Regioni, sono espletate in raccordo con i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali, con l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) e con le altre strutture e servizi di ricerca sperimentale zootecnica presenti sul territorio.

L’Istituto si occupa inoltre di erogare prestazioni a terzi, attraverso la stipula di convenzioni o contratti di consulenza le cui tariffe sono definite d'intesa tra le due Regioni, in base ai criteri stabiliti con decreto dal Ministero della Salute.

L’ente di ricerca ha sede legale a Foggia, ed è articolato in strutture territoriali dislocate nelle due regioni.  Gli organi di governo  sono il Consiglio di Amministrazione e il Direttore Generale che provvedono alla revisione  dello Statuto e all’approvazione del Regolamento per l'ordinamento interno dei servizi dell'Istituto.

Il testo disciplina la gestione delle risorse umane, finanziarie, patrimoniali e contabili dell'Istituto e affida ed entrambe le Regioni i poteri di vigilanza e controllo.

Trattandosi di un istituto interregionale, le disposizioni del provvedimento producono effetti a partire dall’entrata in vigore dell’ultima delle due leggi regionali (quella di Puglia e quella di Basilicata) approvate in materia.

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alla Sanità Elena Gentile per il voto favorevole della commissione,  “che rappresenta un passaggio importante per scrivere la parola fine ad una situazione di precarietà che si protrae da troppo tempo”. “L'articolato – ha spiegato l’assessore – è frutto della sinergia attivata nei mesi scorsi con la Regione Basilicata per predisporre un testo che fosse identico a quello della Giunta lucana” in modo da velocizzare l’approvazione dei due provvedimenti e consentire la nuova nomina degli organi dell’Istituto.

Per consentire ulteriori approfondimenti da parte della struttura tecnica dell’assessorato, è stata invece rinviata la discussione della delibera di giunta riguardante l’integrazione pre-intese e modifica R.r. 38/2012 “Rideterminazione, rimodulazione e qualificazione del fabbisogno dei posti letto accreditati e autorizzati rientranti nella rete ospedaliera privata accreditata".

Slittato anche l'esame della proposta di legge recante "Disposizioni per la tutela delle donne affette dall'endometriosi" dei consiglieri Lemma e Romano.

Il centrosinistra pensa alla prossima campagna elettorale. E al 118?

Tempo di campagna elettorale? Per il centrosinistra sembrerebbe proprio di si. In ballo la data delle primarie e i nomi dei futuri candidati consiglieri regionali. Eppure dovrebbe essere tempo di preoccuparsi dei tanti problemi che la nostra Regione ha. A cominciare da quelli legati alla Sanità.

Sull'argomento è intervenuto il consigliere regionale dell’Udc Peppino Longo.

“Invece di pensare alla campagna elettorale, alle primarie ed alle strategie politiche il governo regionale di centrosinistra farebbe bene a risolvere il grave problema del servizio 118. Negli ultimi giorni decine sono le segnalazioni che giungono dalle città di Terra di Bari (ma non solo) sui disagi ed i gravi ritardi alle postazioni di soccorso per la carenza di personale e di budget che sta mandando in tilt il servizio".

Non è possibile che le ambulanze viaggino senza infermieri o che, peggio ancora, restino ferme in attesa di ‘rinforzi’ da altre città, per la mancanza degli autisti. 

"Tutto questo è assurdo soprattutto in un periodo come l’attuale, durante il quale in numerosi centri della Puglia la popolazione aumenta per la presenza di visitatori e turisti".

"E' necessario - conclude Longo - intervenire urgentemente, la giunta regionale e le Asl trovino una soluzione rapida prima che la situazione diventi più critica ed incandescente”.

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Martedì, 07 Gennaio 2014
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