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Amministrative 2014: a Bari la prima volta della Destra fuori dal Comune?

Le prossime elezioni amministrative per il Comune di Bari potrebbero segnare una svolta storica.

Per la prima volta la destra barese rischia di non eleggere nessun suo rappresentante in seno al nuovo Consiglio comunale della città capoluogo.

I nipotini di Araldo Di Crollalanza e Pinuccio Tatarella oggi sono troppo divisi per incidere.

Numericamente irrilevanti, provano strategie poco lungimiranti puntando al massimo con la candidatura di Filippo Melchiorre a Sindaco, quando in realtà sanno bene di non poter neanche incamerare il tiket di questi con Domenico Di Paola.

Qualora si dovesse trovare la quadra nel centrodestra il vice di Di Paola, ammesso che vinca, sarà uno di Forza Italia, Nuovo Centrodestra, che finge fuoco e fiamme candidando Costantino Monteleone, o della Lista Schittulli, tutte liste accreditate di buone percentuali nei sondaggi che girano.

Con Forza Italia al 12% Ndc al 10% e Lista Schittulli all'8%, i Fratelli d'Italia (il simbolo di An, previsto, forse, solo per Europee, di sicuro alle comunali non ci sarà) con il loro 1,5% difficilmente possono ambire ad avere il Vice Sindaco (l'ultimo Vice Sindaco di Bari di destra è stato Salvatore Tatarella nel 2004, esattamente dieci anni fa, ma An aveva il 10% e staimo parlando del Coordinatore regionale di un grande partito secondo solo a Forza Italia)

Nel caso di sconfitta del centrodestra i seggi al Comune, diminuiti da 42 a 36, previsti per le opposizioni andrebbero, poi,  divisi con la lista Grillo data al 14% e con altri candidati Sindaci in grado di superare lo sbarramento del 3% per accedere in Consiglio.

Con la diminuzione dei seggi per entrare in Consiglio per le liste minori questa volte il 3% potrebbe non essere sufficiente.

Servirà almeno il 5%. Una vera impresa, tanto più che la presenza di liste civiche abbassa il dato delle politiche, per cui per Fdi sarà già un successo non andare sotto l'1%.

Melchiorre aveva detto che senza primarie avrebbe corso da solo. Questa scelta coraggiosa, se avrà, veramente, la forza di mantenerla, potrà portarlo oltre il 3%, ma gli varrà il seggio solo per se stesso.

In caso contrario, con una retromarcia che non sarebbe compresa dalla base, in una coalizione sconfitta, che andrà a dividere i seggi destinati alle opposizioni con formazioni che avranno dividendi più alti, lui e Gemmato resterebbero scuramente fuori.
Meglio, quindi, andare da soli e accordarsi al ballottaggio al secondo turno ed essere determinanti.

Una sfida rischiosa.

Non si diceva #senzapaura? E' il momento di dimostrarlo, altre strade dimostrerebbero un fallimento totale.

La destra rischia di non avere rappresentanti nel prossimo Consiglio comunale.

Facile, quindi, che gran parte dell'elettorato ex An potrebbe convergere su nomi noti a destra che si presenteranno in altri movimenti e che possono avere magiori possibilità: da Sergio Fanelli (Lista Schittulli) a Mario Ferrorelli (Ncd) Francesco Magrone (Movimento per Alleanza nazionale), senza dimenticare tante lsite civiche in via di composizione. 

Scritto da Il trombato
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