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Territorio

Agricoltura, la Camera approva la consulenza certificata. Ora tocca alle Regioni

La Camera dei Deputati ha approvato la norma che istituisce un nuovo sistema di consulenza aziendale per l'agricoltura. Adesso entro 60 giorni le Regioni hanno il compito di recepire la normativa e predisporre le norme attuative.

Considerando che i primi 20 giorni sono rappresentati dal periodo ferragostano, resta praticamente un mese e poco più per un sistema che punta al rilancio di un comparto strategico e fondamentale per la nostra economia.

Riusciranno i consiglieri regionali a non perdersi in inutili chiacchiere, una volta tanto? Dubitiamo fortemente.

Con il decreto legge 91, denominato “Competitività”, licenziato dalla Camera, viene finalmente approvato il sistema di consulenza aziendale professionale in agricoltura, in linea con le normative europee. L’attività di consulenza dovrà essere distinta da quella di controllo amministrativo e tecnico per ottenere i finanziamenti pubblici nel primo settore. Sarà istituito, presso il Ministero delle Politiche Agricole, un registro unico nazionale degli organismi di consulenza e del sistema di certificazione di qualità sull’attività svolta.

“Si tratta di un servizio fortemente richiesto dagli agricoltori e per cui ci siamo sempre battuti in questo anno e mezzo in Parlamento – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S), componente della Commissione Agricoltura alla Camera – L’assistenza tecnica qualificata, legata anche alla compilazione dei bandi relativi al Piano di sviluppo rurale è fondamentale per la crescita del settore agricolo. Ora tocca alle Regioni definire, entro 60 giorni, le disposizioni attuative del sistema di consulenza. Invitiamo, dunque, l’Assessore alle risorse agroalimentare Fabrizio Nardoni ad avviare il procedimento, nel più breve tempo possibile, ascoltando subito le istanze e le esigenze del mondo agricolo pugliese. Più partecipazione e trasparenza ci sarà – conclude L’Abbate (M5S) – migliore sarà il risultato”.

 

Trivellazioni: servono regole univoche in tutta Europa

“L'Europa deve prendere una posizione chiara in campo energetico e impedire che il vuoto legislativo in materia consenta a ciascun Paese di decidere in completa autonomia su di una tematica così cruciale”. Con questa richiesta il consigliere regionale Pd, Giovanni Epifani, ha indirizzato una lettera al presidente del Consiglio, Matteo Renzi e ai cinque europarlamentari pugliesi (Rosa D’Amato, Raffaele Fitto, Elena Gentile, Barbara Matera, Eleonora Forenza) affinché la questione delle trivellazioni per la ricerca di petrolio o gas lungo le coste adriatiche venga decisa nella giusta sede, ovvero nel Parlamento europeo.

La richiesta di Epifani agli europarlamentari pugliesi è chiara: l'Ue definisca regole certe e uniformi in campo energetico per tutti i Paesi membri. “E' assurdo – spiega Epifani – che dopo anni di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali in Puglia, a pochi chilometri dal litorale pugliese si trivelli perché lo ha deciso il governo croato. L'assenza di un intervento legislativo da parte dell'Ue infatti ha consentito il proliferare di un'autoregolamentazione selvaggia tale che due Paesi possono adottare scelte energetiche divergenti, anche se quei Paesi sono distanti pochi chilometri. A livello europeo stiamo vedendo lo stesso paradosso che viviamo da anni nel territorio nazionale dove agli sforzi di Regioni come la Puglia, che con regolamentazioni specifiche valorizzano e promuovono il settore delle energie pulite, non corrisponde una politica energetica comune cosicché gli sforzi dei territori virtuosi vengono vanificati dall'assenza di una pianificazione razionale delle risorse prodotte”.

Dopo la barbarie dell'industrializzazione degli anni sessanta e gli sforzi di un ventennio per riappropriarci dell'idea che il territorio vada tutelato non possiamo fare passi indietro - continua l’esponente del Pd regionale - soprattutto una Regione come la Puglia che sulla qualità dei suoi litoranei e la bellezza dei suoi territori ha fondato il brand del suo turismo non vuole guardarsi indietro. Il no alle trivellazioni che la Puglia difende non è ideologico ma nasce dalla convinzione che il petrolio presente nell'adriatico è una fonte modesta a rapido esaurimento e che trivellare contribuirà solo a deturpare il territorio nella migliore delle ipotesi, perché alcuni scienziati non escludono che l'alterazione dell'ecosistema possa generare fenomeni imprevedibili come quelli sismici".

Spero che il governo italiano faccia un passo indietro sulla questione e che gli europarlamentari pugliesi facciano fronte comune con gli altri eurodeputati provenienti dalle Regioni che si affacciano sull'Adriatico nel far capire all'Ue l'urgenza di definire regole, procedure e leggi quadro uniformi in campo ambientale, con l'obiettivo di una normativa intelligente che realizzi la più equilibrata mediazione tra fabbisogno energetico e sostenibilità dei territori” – conclude Epifani

Torre a Mare, recuperato dopo due giorni il delfino spiaggiato

Dopo due giorni di spiaggiamento è stato recuperato nella mattinata di ieri il cadavere del delfino spiaggiatosi nella giornata di sabato presso Cala Colombo a Torre a Mare, nel litorale sud di Bari.

La ASL aveva svolto il rilievo sabato 19, nel pomeriggio. La squadra AMIU Puglia non ha potuto operare domenica mattina, sebbene già pronta per l’attività di recupero, per la presenza di auto parcheggiate sino dalle ore 6.00 che impedivano l’accesso. L’operazione è stata effettuata dunque alle prime ore di lunedì: un’operazione difficoltosa, dal momento che la zona di spiaggiamento è una cala sottoposta alla zona interessata da franamento della costa e sottoposta di circa 6 metri rispetto alla strada, non raggiungibile con i mezzi. Il delfino, in stato di putrefazione, della lunghezza di circa 2,5 metri, è stato infilato in due big bags, legato ad un cavo lungo fino al mezzo sulla strada, trainato fino alla strada e poi caricato con una gru sul mezzo di trasporto.

La zona è stata poi disinfettata con irrorazione delle superfici e del terreno con disinfettante (microbicida a base di cloro).

Bat, il saluto del Presidente Ventola

Dopo l'ultima seduta del Consiglio Provinciale della Barletta-Andria-Trani si è conclusa ufficialmente l'esperienza della sesta provincia pugliese. Con la riforma in atto, infatti, l'Ente Provincia perde la sua elettività ed il suo collegamento con i cittadini e si riduce ad una assemblea di eletti dei Consigli comunali del territorio. Ci sembra doveroso, dopo 5 anni di attività, pubblicare il testo di alcune riflessioni del presidente Francesco Ventola.

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Bat: ieri l'ultimo consiglio provinciale

Ci siamo. Con la celebrazione dell’ultima seduta del Consiglio Provinciale di venerdì sera, si è concluso il mandato dell’organo elettivo della sesta Provincia pugliese. Si aprirà ora il percorso che porterà all’insediamento dei nuovi organi di secondo livello voluti dalla riforma “Delrio” (per eleggere i nuovi Presidente e Consiglieri Provinciali - oltre l’Assemblea dei Sindaci - non saranno più i cittadini a farlo, saranno gli stessi Sindaci e Consiglieri Comunali a scegliersi tra loro, ndr).

Non mi è mai piaciuta l’impostazione di fondo, se mai ve ne sia stata una, non ho mia condiviso le ipotesi avanzate sulla questione Province, completamente strumentali, mai coerenti e costituzionalmente rispettose. Se l’idea era di eliminarle, nulla di tutto questo è stato fatto; se l’esigenza era di ridurre i costi della politica e relativi rappresentanti, l’elefante ha partorito meno che un topolino. La “riforma” ha letteralmente abortito arrivando a cancellare il diritto alla rappresentanza diretta e, in barba alla semplificazione, creerà caos, nuovi enti e più figure politiche. 

Altro che il tanto vituperato manuale Cencelli sulla distribuzione delle poltrone. Il rischio è il possibile ritorno ai pantani di certa politica, allo scontro tra partiti/fazioni, con eventuali maggioranze trasversali e battaglie di campanile. Grande sarà il rischio per l’identità provinciale molto accresciuta negli ultimi anni grazie all’affermazione della Provincia.

Chissà cosa  avranno pensato sinora o cosa penseranno i tanti fautori che hanno lottato per anni per far nascere la Bat:  Manlio Livio Cassandro, Don Luigi Filannino, Carlo Ettore Borgia, Domenico Borraccino, Cesare Dante Cioce, Peppino Di Paola, Tonino Di Lecce, il compianto Ciccio Salerno, ricordando anche l’esperienza dell’ex Comprensorio Nord Barese dell’ultimo Presidente Giuseppe Colasanto e tanti altri autorevoli o meno noti concittadini che richiederebbero molto spazio per essere citati.

Del resto, basterebbe riflettere sulle recenti singole esternazioni di taluni, perché si possano presagire infausti scenari che mi auguro siano sventati. Ma tant’è, ogni comunità ha il destino che riesce a meritare.

Perciò sono convinto, mi adoperò per questo, che i partiti politici più rappresentativi, unitamente ai movimenti civici, sapranno mantenere la coesione sociale e territoriale facendo leva su quella tensione morale fatta di determinazione e caparbietà, di chi ha lottato per la Provincia, di chi ha fortemente voluto il nostro stare insieme, lavorando fuori dagli steccati e dagli interessi di bottega, riconoscendosi in una comune identità. Sarebbe imperdonabile partire con il piede sbagliato.

In questi cinque anni, quel bisogno è stato sempre più condiviso; è cresciuto il senso di appartenenza nelle nostre dieci Città; le relazioni sociali, produttive e commerciali sono aumentate enormemente. Gli amministratori locali hanno condiviso progetti ed interventi; con maggiore partecipazione, associazioni e concittadini, hanno potuto relazionarsi e vivere appuntamenti ed iniziative tra le più disparate.

Pensando alle condizioni di partenza, al nulla preesistente, la Provincia non ha fatto molto, ha fatto più dell’immaginabile nel cercare di svolgere il suo compito: programmazione di investimenti, opere pubbliche e servizi. Ognuno faccia uno sforzo di memoria, confrontando cosa hanno portato al territorio per tutto il loro tempo le Province “madri” di Foggia e Bari e cosa in meno di cinque anni ha dato concretamente ed in prospettiva la nostra neonata Provincia.

Il rischio che ora si corre è che il patrimonio maturato da tale istituzione in termini di esperienze, di iniziative, di rappresentanza e di tutela della Comunità, possa in un qualche modo disperdersi. E’ questo che non deve accadere.

La continuità amministrativa dovrebbe essere scontata, ma talvolta è così forte la miope ambizione personale o gli interessi di parte che qualsiasi prezzo può essere pagato  mettendo a repentaglio il lavoro anche preparatorio dei predecessori. L’unità di intenti, al di là dei diversi punti di vista in fase di discussione, deve sempre poter vincere come da noi dimostrato.

Al termine dell’ultima seduta tenutasi venerdì scorso, tanti Consiglieri sono intervenuti per sintetizzare l’esperienza ed esprimere i propri sentimenti.

E’ stato emozionante ascoltarli, è stato un onore essere il riferimento istituzionale di un gruppo di persone che hanno saputo fare “buona politica” dall’interno dell’istituzione.

La commozione di molti non può che essere la migliore prova di ciò che siamo riusciti a realizzare. Su tutti mi piace sottolineare la fatica con cui la stessa Pina Marmo, candidata Presidente in uno schieramento avversario, ha definito il lavoro dei cinque anni trascorsi ed i legami profondi costruiti con tutti i colleghi e, all’interno degli uffici, con tutto il personale. 

E’ stata un’esperienza esaltante. Sarà stato il sentirsi nella funzione costituente di una consiliatura provinciale che rimarrà la prima e l’unica esperienza di questo tipo, fatto sta che ognuno, nella generalità, ha dato tanto: la maggioranza ha saputo indirizzare le politiche dell’ente sostenendo l’indirizzo programmatico presentato in Aula; l’opposizione ha saputo interpretare il proprio ruolo critico con senso di responsabilità, spesso e globalmente al di sopra delle appartenenze. Se con qualcuno o in qualche occasione ciò è successo di meno, il peso ed il disagio rimane solo a chi  ne è stato artefice.

Non sono, questi, apprezzamenti di maniera. E’ un giusto riconoscimento che sento di testimoniare nei confronti di coloro che da eletti, nonostante il malvezzo dell’antipolitica, hanno fatto benissimo il proprio dovere.

Per parte mia, il bagaglio di esperienze mi fa amare sempre di più questo territorio unico, eterogeneo e prezioso per la sua storia, le sue ricchezze, il suo habitat costiero e dell’entroterra, per la sua gente, soprattutto.

Dopo cinque anni di passione ed impegno, ora la legge Delrio mi assegna il compito di accompagnare questa fase di transizione che durerà qualche mese.

Certo non mancheranno tante altre occasioni per tornare a parlare di quanto siano stati importanti questi cinque anni, di quanta gente vada ringraziata per l’impegno profuso:  referenti politici, parlamentati, organizzazioni volontarie e del mondo produttivo, ordini professionali, singoli professionisti e cittadini, su tutti gli amministratori della Giunta e del Consiglio, il personale ed i dirigenti che nel silenzio operano, lavorando con grande responsabilità ed applicazione.

Una prima occasione, a breve, sarà la presentazione del Bilancio Sociale, sorta di bilancio di fine mandato in cui sarà più facilmente leggibile l’operato della Provincia.

Se la storia degli ultimi  cinque anni rimarrà, evidentemente, unica ed irripetibile, ancora molto dobbiamo fare per il nostro stupendo territorio e per la nostra splendida gente.

Francesco Ventola
Presidente Provincia Barletta - Andria - Trani

Campus, da lunedì le selezioni per il Tfa 2014-2015

Un vero e proprio tour de force fino al 31 luglio per il Campus universitario di Bari. A partire da lunedì prossimo, infatti, prenderanno il via le operazioni di selezione preliminare per l'accesso al secondo ciclo del Tirocinio Formativo Attivo.

Ma cos'è il Tfa? E' introdotto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca 10 settembre 2010 n. 249, dove  si prevede che i percorsi formativi sono articolati, per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, in “un corso di laurea magistrale biennale ed un successivo anno di tirocinio formativo attivo". Lo stesso articolo prevede che tali corsi siano attivati presso dalle università e dagli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Dunque il Tfa è la modalità italiana per ottenere l'abilitazione all'insegnamento nella scuola dell'obbligo. Non il diritto ad insegnare, ma soltanto l'abilitazione. Il Tfa, a pagamento, è il percorso obbligato attraverso cui i laureati aspiranti professori devono transitare per poter sperare di insegnare effettivamente.

In Puglia, organizzato dall'Università di Bari, il Tfa edizione 2014-2015 ha visto la presentazione di ben 12.762 domande di partecipazione.

E' stato, dunque, scelto di utilizzare per le prove le grandi aule del Campus universitario barese in 14 giorni di prove differenziando i candidati per laurea (o gruppo di lauree).

Presso il Campus Universitario di Bari – Via Orabona, 4 – Bari si svolgeranno, dal 14 al 31 luglio, le prove per i test preliminari relativi ai TFA secondo ciclo a.a. 2014/2015 secondo l’allegato calendario. L’inizio delle prove relative al Test Preliminare per l’accesso ai corsi TFA è previsto alle ore 10,00, per la fascia antimeridiana, e alle ore 16,00, per la fascia pomeridiana. 

I candidati devono presentarsi 2 ore prima dell’inizio delle prove con documento d'identità in regola e ricevuta del bonifico bancario effettuato. Sono vietate in aula borse, caschi, valigie, buste, cartelle, quotidiani ed ogni altro oggetto analogo. Non è consentito, introdurre qualsiasi dispositivo atto alla trasmissione o registrazione di dati, immagini e voce (telefoni cellulari, palmari, etc.). A tal fine si precisa che non è previsto nessun servizio di deposito borse e bagagli. 

L'inosservanza di tali disposizioni, nonché' di ogni altra disposizione stabilita dalla Commissione esaminatrice per lo svolgimento della prova, comporta l'immediata esclusione dalla prova medesima. Sarà cura dei candidati portare una penna a sfera di colore nero da utilizzare durante la prova. Si consiglia di usare i mezzi pubblici considerata la difficoltà di parcheggio.

I candidati possono assumere ulteriori informazioni sul sito tfa.cineca.it

Ecco il riepilogo giornaliero del numero di candidati chiamati a sostenere la prov e l'elenco completo dei candidati è disponibile QUI.

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Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

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