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Restituisci, restituisci...qualcosa resterà

Confermando una delle sue vocazioni naturali, la rete globale ha "preso sotto" la fregola restitutoria di Silvio Berlusconi che, ricorderete, qualche giorno fa ha solennemente promesso di restituire l'IMU 2012 agli italiani, vuoi in conto corrente, vuoi in contanti "che ai pensionati piace la moneta sonante" (e perchè agli altri no?).

Da quel momento è tutto un restituire: grazie ai potenti mezzi informatici (tipo Photoshop) vengono create a raffica immagini del Cav che annuncia una serie pressochè infinita di restituzioni: dai capelli caduti alle mollette perdute dai balconi, dallo sposo fuggito della Zita di Ceglie al tempo perduto di Proust, passando ogni tanto dall'altro annuncio, quello del condono tombale che, naturalmente alla Lega Nord piace solo se riguarda le quote latte ma dispiace se può in qualche modo favorire anche la Terronia.

Con la rete si diventa tutti "creativi" senza molti sforzi e l'occhio del comunicatore di professione coglie, fra le tante proposte alcuni veri lampi di genio. Accadde già nel 1994, con i famosi manifesti formato elefante con quell'ormai mitico "meno tasse per tutti" che si mutò in decine e decine di varianti da "meno tosse per titti" a "meno tette per totti".

Immersi come siamo nel main stream, ci è venuto in mente che, giusto per rimanere a qualcosa di profondamente barese, a Berlusconi potrebbe venire in mente di restituire, dopo oltre 1000 anni, San Nicola ai Turchi, aggiungendo magari delle scuse ruffiane per "il popolo amico turco, gravemente offeso dallo sconsiderato gesto di 32 marinai comunisti".

Visto quanto sta sul piloro Bari a Berlusconi (non la ama da quando un certo Giampi, gli infila o tenta di infilargli una certa Patrizia nel lettone di un certo Putin), può essere del tutto credibile che decida di farci questo sfregio e dare seguito alle pressanti richieste (queste sono vere) di alcuni esponenti turchi, miranti a alla restituzione delle ossa.

No sappiamo se sia vera la storiella che, ormai impegnato come novello Albert Schweitzer (nobel per la pace del 1952) a costruire ospedali "nel Terzo Mondo" (come se nel Primo e nel Secondo ne fossimo saturi), si era avviato ad "un operoso tramonto" da cui sarebbe stato crudelmente strappato da quei rompi scatole incapaci di Alfano e Gasparri.

Di sicuro c'è che se Berlusconi è la patologia di questo paese, la cura non l'abbiamo ancora trovata. A meno che l'antivirus sia annidato e latente proprio fra le pieghe di quella ironia che invincibile si scatena ad ogni sua sparata mediatica.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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