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Strada Lecce-San Foca, polemiche e ragioni

Le polemiche sulla strata regionale n. 8, Lecce-Melendugno, il cui contratto d’appalto per la realizzazione dei lavori è stato sottoscritto il 25 giugno del 2012 dalla ATI Consorzio Cooperative costruttori di Bologna - Leadri s.r.l. Di Starnatia - Montinaro Gaetano & figli e Montinaro Antonio s.a.s., per un importo di 37.673.079 euro, attraverserà i comuni di Lecce, Lizzanello, Vernole e Melendugno. La finalità dell'opera è di snellire e rendere sicuro il traffico che attualmente si snoda dalla città di Lecce fino alla zona delle località marine della costa orientale e viceversa.

Complanari, raddoppio della carreggiata, rotatorie, che fanno dei circa 10 chilometri di strada un vero e proprio nodo di discussione ormai da anni.

La Regione Puglia ha ottenuto, di recente e a seguito di un tormentato percorso giudiziario, la disponibilità del finanziamento a suo tempo concesso dallo Stato e poi revocato. La tormentata vicenda giudiziaria si concluse col ripristino del diritto della Regione all'originario finanziamento, col correlativo obbligo di realizzare la strada.

"Fermo restando che consegneremo nel giro di una settimana il cantiere per l'avvio dei lavori di realizzazione della strada regionale 8, la Regione Puglia è disponibile ad accogliere e prendere in considerazione eventuali soluzioni di modifiche al tracciato proposte dalle amministrazioni comunali interessate e con il concorso dell'amministrazione provinciale di Lecce." Lo ha detto l'Assessore Fabiano Amati, nel corso della riunione tecnica tenutasi presso la sede del Municipio di Vernole.

 

"Premesso dunque - ha detto - l'avvio immediato delle opere, se pur parziale, nel tratto che va da Merine a Vernole, non interessato da alcun ostacolo, siamo disponibili a far coincidere, per quanto possibile, le esigenze di consegna immediata del cantiere con le eventuali proposte di modifiche che i vari enti coinvolti vorranno proporre, qualora rispettino il codice degli appalti, in particolare sul regime delle perizie di variante. Da un punto di vista tecnico - amministrativo, vorrei specificare che questa apertura al confronto non può certo trasformarsi in un'occasione per revisionare l'intero tracciato, reso oggetto negli anni scorsi di tutti i pareri favorevoli delle istituzioni ed enti competenti e coinvolti.

Ma non tutti sono daccordo. Tra i molti contrari segnaliamo Legambiente.

"L'asfalto uccide il turismo" è lo slogan che Legambiente ha coniato per denunciare la regionale 8 proprio nei giorni della Bit, la Borsa Internazionale del Turismo in corso di svolgimento a Milano.

"Abbiamo pensato - ha dichiarato Sebastiano Venneri, della segreteria nazionale dell'associazione - che fosse questo il momento più opportuno per evidenziare il conflitto tra scelte scellerate e vecchie, come quella della regionale 8, e prospettive nuove, fatte di sviluppo e innovazione, che scommettono sulle risorse ambientali della nostra terra. Chi pretende ancora oggi di realizzare strade inutili, che distruggono paesaggi millenari nascondendosi dietro la motivazione dell'occupazione effimera in tempo di crisi, deve sapere che non si macchia solo di uno scempio ambientale, ma sta seppellendo sotto una coltre d'asfalto le vere occasioni di crescita di quel territorio. Già oggi i luoghi interessati dal progetto della regionale 8 sono territori di pregio che stanno sperimentando un modello di sviluppo basato sull'agricoltura di qualità e sui turismi ambientali, gli unici che anche in tempo di crisi fanno registrare trend positivi. Qui alla Bit non si parla d'altro se non delle straordinarie potenzialità che ambiente e paesaggio rappresentano per il nostro Paese, ma in Puglia c'è qualcuno che preferisce ignorarli stendendoci sopra un bel nastro di bitume. Considero peraltro immorale utilizzare gli argomenti della crisi per giustificare un'opera la cui inutilità è sin troppo evidente. Piuttosto che preoccuparsi di qualche decina di posti di lavoro scarsamente qualificati, sarebbe meglio che gli amministratori pugliesi si decidessero a scommettere su scelte strategiche che garantiscano occupazione più qualificata e più duratura".

"La Puglia, ma il Salento in particolare, sono territori sui quali il partito dell'asfalto ha avuto vita facile negli anni passati - ha dichiarato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - Si sono consumati enormi sprechi di denaro pubblico per realizzare un reticolo di strade, spesso sovrapposte, che hanno fatto la fortuna di pochi imprenditori del settore, ma hanno lasciato un'eredita' pesante che ha compromesso le possibilità di futuro di un territorio.  Pensavamo che la stagione dell'asfalto facile fosse stata cancellata dalla sensibilità ambientale che politici e amministratori dicono di avere, ma la scelta della regionale 8 e' ancora figlia di quelle vecchie logiche. Chiediamo al presidente Vendola e agli assessori Godelli e Barbanente, che in questi anni hanno praticato più di altri le scelte della sostenibilità, il coraggio di fermare questo scempio".

 

Scritto da Redazione
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