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L'agricoltura chiede aiuto alla nuova legislatura

Farsi portavoce delle istanze dell'agricoltura pugliese, in particolare, e puntare alla tutela del mondo agricolo più in generale. Questo, in una frase, potrebbe essere il senso dell'incontro tra le associazioni agricole e il mondo della politica che si è svolto a Bari.

Il mondo della rappresentanza agricola  “Agrinsieme” – costituito da  Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane agroalimentari, che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop-Agroalimentare – ha incontrato a Bari alcune forze politiche in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento del 24 e 25 febbraio prossimi.

Un confronto con i rappresentanti di tutti gli schieramenti politici, nel corso del quale Agrinsieme ha consegnato ai candidati un documento contenente i punti principali da inserire nelle agende politiche di ogni coalizione per il rilancio dell’agricoltura pugliese.

Alla conferenza hanno partecipato i rappresentanti regionali delle organizzazioni che costituiscono Agrinsieme: Antonio Barile (Cia), Pantaleo Greco e Paolo Leccisi (Confagricoltura), Angelo Petruzzella (Legacoop-Agroalimentare), Santo Ingrosso (Federagri-Confcooperative) e Angelo Candita (Agci-Agrital).

Il punto di partenza è davvero negativo e preoccupante. Per l’agricoltura continuano a giungere dati negativi. Il valore aggiunto, secondo i dati Istat, ha fatto segnare un nuovo calo nel quarto trimestre del 2012. Il settore così ha mostrato ulteriori segni di affanno, cedendo sotto i colpi della crisi e pagando i pesanti oneri produttivi, fiscali e burocratici

Le aziende agricole fanno sempre più fatica a stare sul mercato, schiacciate prima di tutto dal peso dei costi di produzione: in media d’anno la voce energia è aumentata del 7,9 per cento, i mangimi del 5 per cento e i concimi del 4,1 per cento. Tutte spese in più non compensate dai prezzi praticati sui campi, che invece nel 2012 sono cresciuti solo del 2,1 per cento. E poi l’Imu ha dato il colpo di grazia.

Agrinsieme ha voluto, dunque, presentare le priorità contenute nel documento elettorale: un forte e più efficace impegno in campo europeo, soprattutto in vista della riforma Pac 2014-2020; politiche di rafforzamento dell’impresa e della cooperazione; rilancio della ricerca e dell’innovazione; ricambio generazionale; incentivi al mercato del lavoro; rafforzamento degli strumenti per il credito; maggiore semplificazione burocratica; riduzione dei costi produttivi, contributivi e fiscali; valorizzazione del “made in Italy” e tutela dalla contraffazione e dall’uso improprio dei marchi; gestione razionale e sostenibile del territorio e delle risorse idriche; sviluppo delle “agroenergie rinnovabili”.

Il recente accordo sul bilancio Ue non deve condizionare la futura Pac. La riforma deve rispondere a precisi obiettivi di crescita e competitività, ma soprattutto alle esigenze vere delle imprese e delle cooperative agricole e del sistema agroalimentare del nostro Paese. Per questo motivo è indispensabile che nel confronto, che si andrà ad aprire nei prossimi mesi e soprattutto anche dopo il voto in Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, l’Italia abbia una posizione forte, autorevole e condivisa in grado di far valere le ragioni della nostra agricoltura e cooperazione. Serve un tenace “gioco di squadra”. tra governo, regioni e tutte le componenti della filiera agroalimentare.

È indispensabile che la “politica” metta al centro della propria agenda lo sviluppo dell’agroalimentare, che in Italia rappresenta una solida realtà per il Paese, un elemento centrale della sua struttura economica e occupazionale, una garanzia per la tutela del territorio e dell’ecosistema.

“Tra qualche giorno l’Italia sarà chiamata ad eleggere il nuovo Parlamento e il nuovo Governo, che dovranno affrontare immediatamente i problemi dell’agricoltura – ha dichiarato il presidente della Cia Puglia Antonio Barile -. L’agricoltura oggi è costretta a confrontarsi con uno scenario di forti mutamenti e di grandi sfide: sicurezza alimentare, liberalizzazione dei mercati, cambiamenti climatici e sfruttamento delle risorse naturali.  Le imprese agricole non si sottraggono dal fornire il proprio contributo per vincere queste sfide; è necessario, tuttavia, che esse siano vitali e capaci di sostenersi economicamente e che siano, cioè, in grado di generare redditività. Il comparto agricolo è caratterizzato da una forte perdita di competitività che ha ridotto i redditi delle imprese di oltre il 25% negli ultimi 10 anni. La perdita di reddito è dovuta alla crisi economica generale, ma anche a una fragilità strutturale dovute all’assenza di politiche nazionali adeguate. Occorre una politica orientata alle imprese, nelle loro diverse articolazioni, aggregazioni e rapporti con il mercato”.

“Agrinsieme – ha evidenziato il vice presidente di Confagricoltura Puglia Pantaleo Greco -  rappresenta un momento di discontinuità rispetto alle logiche della frammentazione che spesso hanno caratterizzato il mondo agricolo. Non vuole essere un modello di rappresentanza chiuso, ma anzi è, per sua stessa natura, aperto all’apporto di quanti condividano il patrimonio di valori che Agrinsieme rappresenta e che vengono esaltati in una strategia unitaria fortemente orientata al futuro”

“Come Fedagri Confcooperative – ha riferito Santo Ingrosso presidente di Fedagri Confcooperative Puglia -  vogliamo partecipare al “gioco di squadra” tra governo, regione e tutte le componenti della filiera agroalimentare per le nostre cooperative, che ad oggi sono più di 300 quelle del settore,con più di 89 mila soci ed un numero di addetti di circa 2500 unità. Oggi la cooperazione  deve sforzarsi di cercare più quello che unisce che quello che divide, avendo cura di non offendere ma di valorizzare l’apporto delle diverse componenti e matrici ideali, in modo da rendere più forte complessivamente il nostro sistema agroalimentare pugliese”.

 

“Agci-Agrital ritiene che questa rinnovata strategia – ha spiegato Angelo Candita, vice presidente nazionale di Agci-Agrital (settore agricolo) -, sia lo sviluppo dei processi europei che a livello nazionale stentavano ad incamminarsi. Questa forma di aggregazione, in una casa comune che è l'agricoltura, è in grado di portare il sistema agroalimentare e le sue imprese, singole ed associate, a contribuire e partecipare alla ripresa economica e sociale del Paese Italia”.

“L'agroalimentare è uno dei settori di eccellenza di questo paese e quindi settore su cui sicuramente puntare per rilanciare l'economia e l'occupazione – ha evidenziato Angelo Petruzzella vice presidente nazionale Legacoop Agroalimentare -. Il sistema cooperativo in questi anni di crisi e in assenza di una strategia di governo per l'agroalimentare italiano, ha contribuito in modo determinante alla "tenuta" del comparto, alla sua innovazione e alla salvaguardia dei suoi livelli occupazionali. Con una struttura agricola estremamente polverizzata (in puglia il 90% delle aziende agricole ha una superficie inferiore a 2 ha) la cooperazione si conferma strumento economico fondamentale per aggregare la produzione e valorizzarla sui mercati italiani e internazionali”.

Scritto da Redazione
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