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Ennesimo incidente mortale all'Ilva. Non abbassiamo la guardia sulla sicurezza

Ancora un incodente mortale all'Ilva di Taranto. Un operaio è rimasto ucciso ed un altro è in gravi condizioni. Sarebbero caduti da una passerella. La vittima aveva 42 anni. L'altro ferito non sarebbe in pericolo di vita. L'uomo deceduto cadendo dall'impalcatura nello stabilimento pugliese si chiamava Ciro Moccia. Il ferito, in gravi condizioni, e' Antonio Liti della ditta MIR. I due operai, secondo quanto riferisce la Fim Cisl, sono caduti dal piano di carico della batteria n.9.

Intanto la politica si interroga sul caso-Ilva e su cosa fare.

"L’incidente mortale non può che destare commozione e dolore, insieme con un umano sentimento di solidarietà e cordoglio da esprimere alla famiglia dell’operaio deceduto". Così si esprime il consigliere regionale di Fli Euprepio Curto.

"Nel contempo, anche a ragione della delicatissima vertenza in corso, appare doveroso ed opportuno che tutti assumano un atteggiamento di grande responsabilità, senza dubbio chiedendo le più opportune verifiche nell’accertamento delle eventuali responsabilità, ma evitando pure improvvide strumentalizzazioni. Non so dire se l’iniziativa di Fiom e Uilm di proporre 24 ore di sciopero possa effettivamente servire ad evitare nuove tragedie. So invece per certo che tutti gli attori del sistema industriale (e quindi anche i sindacati) non devono aspettare che ciò accada prima di assumere posizione rispetto ad eventuali inosservanze delle disposizioni antinfortunistiche".

"Se queste effettivamente ci sono - conclude Curto - esse vanno rimosse prima. Tutto ciò, in un spirito di sinergica collaborazione con l’azienda e , soprattutto, nel puntuale rispetto della normativa vigente".

“Quella del povero Ciro Moccia è la terza morte nel giro di pochi mesi. Tre episodi drammatici, gravi, ma soprattutto inaccettabili. In uno Stato e in una Regione – continua Piero Iurlaro del Pdl - dove il lavoro, piuttosto che sacro, sembra essere diventato una sorta di utopia per  giovani e non, è appunto inconcepibile che ci si ritrovi periodicamente a piangere le morti dei nostri ragazzi, di padri di famiglia, di gente comune la cui unica colpa è quella di spaccarsi la schiena senza che, vien da pensare, ci siano i dovuti controlli e accorgimenti sulla loro stessa sicurezza. Quella che il lavoro, tutti i lavori, devono garantire".
Scritto da Redazione
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