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Lama Cutizza, sfruttamento del territorio e pericolo ambientale

Dal Movimento "Per il Bene Comune" riceviamo e pubblichiamo una riflessione/denuncia sulo stato del nostro territorio e sullo sfruttamento in atto nella Provincia di Bari, in particolare sulla Lama Cutizza a Triggiano, lama di riserva della più grande Lama San Giorgio. Ecco il testo.

Lo scempio a danno delle  lame oltre ad aver mutato radicalmente  la morfologia della Terra di Bari ha irrimediabilmente distrutto il  patrimonio storico, culturale, archeologico e paesaggistico che rappresenta le radici di una comunità, per via  di politiche neoliberiste giocate in favore di interessi privati

I nostri amministratori hanno sempre sbandierato durante le campagne elettorali o nei momenti critici con grande convinzione la loro preoccupazione per il futuro del nostro territorio ma c’è da chiedersi quali siano state poi le  logiche che hanno favorito la cultura di convivenza con il rischio e il moltiplicarsi  di progetti di “sviluppo” urbanistico in aree inondabili come le lame in Terra di Bari.

E’ chiaro che gli interessi locali hanno prevalso senza avere una visione ampia e completa di tutto il bacino idrografico, sono stati sottovalutati pericolo di alluvioni invocando comodi alibi, come i cambiamenti climatici e le mancate “pulizie fluviali” dalla vegetazione dagli accumuli di sedimenti., avendo però cura di tacere sulle proprie responsabilità (prima tra tutte l’urbanizzazione del-le aree inondabili) e di sfuggire alle logiche conclusioni (come il ridimensionamento delle previsioni urbanistiche in aree inondabili), in barba al Piano di Bacino Idrografico (Legge n. 267/1998  Ora, forse per via del momento politico particolare , vengono  ripresi come il coniglio dal cilindro le Cenerentole trascurate ,  come l’area a sud-est di Bari, oltre Torre Carnosa,  tra lama San Giorgio e le aree di “interessa  ambientale A2” di Torre a Mare e il confine del territorio comunale del Comune di Mola di Bari porzioni di territorio che hanno subito un processo di degrado dovuto all’intensificarsi delle costruzioni abusive lungo la fascia costiera cancellando il rapporto tra entroterra e mare.

Infine la Lama Cutizza o San Lorenzo della quale più volte e assolutamente inascoltati ci siamo occupati  denunciandone la cementificazione selvaggia  a fronte di un disimpegno dei  nostri amministratori che  avrebbero  dovuto pensare a interventi di ingegneria naturalistica meno impattanti e più consoni al territorio.

Le foto in nostro possesso mostrano la modifica del Paesaggio, iniziata con l’edificazione di “pezzi” della lama, che ha avuto il suo culmine con la distruzione della “rupe” dell’emergenza storico- archeologica “Ipogeo di San Lorenzo”, e di parti di antichi tratturi e muretti a secco e alcuni trulli interessati dalla strada in costruzione che corre quasi parallela alla via della Marina Vecchia (inutile, vista la breve distanza fra la Triggiano-San Giorgio e la zona 167).

Le opere di trasformazione del territorio in corso non mantengono l'assetto geomorfologico d'insieme e non conservano neppure l'assetto idrogeologico, risultando non sostenibili dal punto di vista paesaggistico - ambientale e pregiudizievoli per la conservazione dei valori e dei beni da tutelare Un rischio rappresentato dalla probabilità che eventuali inondazioni della lama Cutizza, in occasione di eccezionali e malaugurati eventi meteorologici, possano arrecare danni alle cose e alle persone che vivono sulla lama e nelle vicinanze della stessa.

La Lama, che  nasce a nord del comune di Casamassima e dopo un tragitto che attraversa i comuni di Casanassima , Capurso e Triggiano  sfocia nel Comune di Bari  nei pressi di Cala Di Mauro, non è stata riconosciuta come area protetta  pur configurandosi come ambiente naturalistico e paesaggistico di valore   in cui si conservano specie vegetali  a sviluppo spontaneo e habitat ideale per la fauna quali volpi, rane, ricci di terra e donnole, inoltre assolve un ruolo importante di funzionalità idraulica, non dobbiamo mai dimenticare ciò che avvenne nella notte tra il 22 e il 23 ottobre del 2005 dove un’ondata di piena uccise 6 persone, difatti il Comune di Triggiano nell’aprile 2010 ha presentato un progetto che prevede la realizzazione di un “canale deviatore” per la mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico. Il primo sfregio alla lama fu determinata dalla creazione di un intero quartiere nel comune di Triggiano, che  in virtù dell’imponente sviluppo urbanistico si è esteso nel lato nord-est zona San Lorenzo, cioè Lama Cutizza.

La lotta del Movimento di Liberazione Per il Bene Comune contro il consumo indiscriminato del territorio  non è semplicemente una reazione al mercatismo in favore della restaurazione della potestà dello stato sulle risorse comuni. Essa al contrario dà voce all’insoddisfazione e all’insofferenza per quelle politiche pubbliche che hanno generato l’attuale crisi di fiducia nelle istituzioni e nella rappresentanza politica.

Movimento di Liberazione Per il Bene Comune

Scritto da Maria Pia Ferrante
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