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Sanità e servizi sociali, un progetto unico sul territorio

Perchè non unificare anche nel concreto, e nel territorio, il concetto che sta alla base dell'unificazione dei due assessorati regionali ai servizi sociali ed alla sanità?

L'idea è del segretario generale Uil di Puglia, Aldo Pugliese, dopo il rimpasto di giunta che ha portato davanti alla scrivania di Elena Gentile entrambi i settori di competenza.

“Bisogna trasferire sul territorio, rendendolo pratico, il concetto che ha portato all’unificazione dell’assessorato alla salute e di quello allo stato sociale. Il primo passo è indubbiamente la creazione, da noi sostenuta da tempo, dei distretti socio-sanitari, sulla scorta della Casa della Salute recentemente inaugurata nel quartiere San Paolo di Bari, che deve diventare la norma e non l’eccezione del sistema regionale sanitario, al fine di realizzare finalmente e con criterio, senza meri calcoli ragionieristici vincolati ai tagli, grandi economie abbattendo i pesanti costi dei ricoveri senza tuttavia minare l’efficienza del servizio offerto ai cittadini”.

In tal senso, sottolinea il Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese, “si potrebbe cominciare dalla rivalutazione dei 22 ospedali chiusi a causa delle ristrettezze imposte dal piano di rientro. Ospedali che potrebbero diventare nuovi centri polifunzionali territoriali senza eccessivi sforzi in termini economici e in tempi relativamente brevi”.

Pugliese accoglie inoltre con soddisfazione le 1600 assunzioni annunciate dalla Regione Puglia “a patto che la scelta sia effettuata in maniera trasparente ed opportuna e non secondo logiche politiche  e campanilistiche. E purché rappresentino un punto di partenza e non d’arrivo di una nuova politica sanitaria costruttiva, che soppianti la politica distruttiva che ha caratterizzato la Sanità regionale negli ultimi tempi e che sia in grado di dare risposte immediate e soddisfacenti ai cittadini, mettendo un argine al fenomeno della mobilità passiva, sia extra regionale che interprovinciale, i cui costi sono insopportabili per le casse regionali e dei cittadini. Un obiettivo che presuppone un cammino ancora molto lungo da percorrere, in quanto le unità infermieristiche necessarie a garantire la piena funzionalità delle piante organiche sono ben superiori a 1600 e necessitano di modelli organizzativi certi per rendere al 100 per cento delle proprie potenzialità. Pertanto, riteniamo fondamentale e urgente procedere con la programmazione di un nuovo piano sanitario regionale”.

Scritto da Redazione
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