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Fiera del Levante: si continua a perdere tempo

BARI -“Continuano a perdere tempo e a rinviare, perchè non sanno cosa fare". É il commento di Tatarella, deputato europeo, all'ennesimo rinvio della Regione sulla Fiera del Levante. "È singolare che a sedersi al capezzale della Fiera siano proprio i responsabili del suo declino e, domani, del suo fallimento. Non salvo, precisa Tatarella, le responsabilità degli amministratori della Fiera, di destra e di sinistra, che hanno avuto certamente le loro gravi responsabilità, ma i responsabili veri di questo prevedibile disastro stanno più in alto. Sono la Regione, il Comune e la Provincia, i cui vertici non si sono mai, sottolineo mai, occupati della Fiera, se non per piazzare qualche amministratore e qualche dipendente. Oggi si pensa drammaticamente di tagliare della metà l'esorbitante organico dell'ente, ma nessuno si chiede come e su spinta di chi quell'organico sia lievitato oltre ogni ragionevole limite.

Non finiscono qui, continua Tatarella, le responsabilità degli enti proprietari. Loro avrebbero dovuto assegnare alla Fiera la sua mission, integrandola nelle politiche economiche di Regione, Comune e Provincia. Non lo hanno mai fatto, nè si dica ora che è colpa della crisi economica. I bilanci della Fiera destano preoccupazione da oltre un decennio. Quelli degli ultimi cinque anni sono drammatici. Solo ora la Regione sembra accorgersene, ma è troppo tardi. Mentre la Fiera del Levante, insieme a Bari, volge al tramonto, non può che far invidia vedere il grande successo delle specializzate di Verona (Vinitaly) e Milano (Salone del mobile), che si apprestano a chiudere le edizioni di quest'anno con grande successo di pubblico e di affari. Evidentemente in Lombardia e Veneto fanno quello che in Puglia non abbiamo fatto. Il Presidente  di Verona fiere è Ettore Riello, amministratore delegato della Riello Group.

Un imprenditore, quindi, e non un docente, come da decenni si indulge in Puglia: Piepoli, Lacirignola, Viesti. Tutte brave e qualificate persone, ma forse non messe al posto giusto. Godendosi il suo successo, Riello può dire che "il Vinitaly più che una fiera è un passaporto per l'estero, un ponte ideale fra chi produce e chi consuma". Verona punta sull'estero, più che sul mercato interno, e non esaurisce la sua mission alla manifestazione fieristica, che  pure vanta numeri d'eccezione: 4000 espositori, 140000 visitatori e 95.000 metriquadri di esposizione. Dopo la Fiera,  parte subito il Vinitaly international tour, che per tutto l'anno porta il vino italiano direttamente sulle principali piazze mondiali, da Hong Kong alla Russia, agli States, al Sud America e alla Cina. Verona fiere non si è fatta sfuggire nemmeno l'occasione dell'Expo milanese del 2015 ed ha giá sottoscritto un accordo con Milano, coinvolgendo anche la Scala, un'altra eccellenza italiana, per allestire, in occasione dell'Expo l'OperaWine Expo. In Puglia abbiamo vino e olio di grande qualità, ma non facciamo nulla per valorizzarli ed aiutarli a sondare sui mercati esteri. Sarà perchè i vertici di Regione, Comune e Provincia sono sempre impegnati nelle loro  personali campagne elettorali?", si chiede sarcastico Tatarella, che conclude "allora non è il caso di sostituire solo Viesti, ma sopratutto Vendola, Emiliano e Schittulli."

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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