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Parco dell'Ofanto, il Consorzio come priorità

 

“Il Consorzio per la gestione del Parco dell’Ofanto è una necessità improrogabile”. E’ quanto ha dichiarato il sindaco di Canosa di Puglia, Ernesto La Salvia, nel corso del convegno «Che fine ha fatto il Parco regionale del fiume Ofanto? È rimasto sulla carta!» che si è svolto a Canosa nella salone del Centro Servizi Culturali. La manifestazione è stata organizzata dal Wwf-Fondo mondiale per la Natura di Canosa.

Quello del parco naturale del fiume Ofanto è un tema di stretta attualità visto che sul fiume e nei suoi dintorni continuano a realizzarsi, più o meno abusivamente, interventi che potrebbero avere gravi conseguenze sia per quel che riguarda gli aspetti idrogeologici che la sicurezza delle persone. “L’Amministrazione comunale di Canosa intende favorire la nascita di un Consorzio che, con le sue competenze, amministri il Parco, così come previsto dalla Legge Regionale 37/2007. Un Consorzio di gestione che debba essere composto dai Comuni, dalle Province (di Foggia e Bat) e, magari fosse possibile, dalle Regioni attraversate dal fiume, quali la Campania, Basilicata e Puglia: così formato, il Consorzio potrà avere la giusta visione d’insieme del territorio e affrontare direttamente gli aspetti regolamentari del Parco; sarà così in grado di gestire i problemi dell’intero fiume, dalla sorgente alla foce. Questo è ciò che la legge regionale in parte prevede, e che sin dal 2007 gli Enti interessati avrebbero dovuto perseguire. Persino il Comune di Canosa, in qualità di capofila, avrebbe dovuto ricercare i finanziamenti atti alla realizzazione di tale progetto. Eppure ancora nulla è stato fatto e oggi la Spending review ha complicato le cose, bloccando l’iter d’istituzione del Consorzio di gestione”. Critica è dunque la posizione del primo cittadino di Canosa che si chiede “ma siamo ancora certi che vogliamo che il parco venga istituito, dato che dal 2007 ad oggi sono passati cinque anni o forse più di “immobilismo amministrativo?”. 

“La Provincia di Bat - prosegue il primo cittadino - ha presentato il progetto “Life Aufidus”, che tenta di risolvere solo i problemi della foce del fiume. Certo meglio che niente: ma ciò che serve, è invece un progetto in grado di assolvere alle necessità dell’intero parco, in ogni sua parte. Progettare la foce ignorando la complessità del fiume a monte rischia di diventare troppo localistico se non pericoloso e di fare gli interessi di alcuni e non certo del parco nella sua totalità”. 

Sul «Parco dell’Ofanto nato solo sulla carta» sono stati chiamati a confrontarsi tutti gli enti territorialmente competenti. Infatti il Wwf ha invitato i presidenti delle Province di Barletta-Andria-Trani e di Foggia, Francesco Ventola ed Antonio Pepe,  il dirigente del Servizio Assetto del Territorio della Regione, Francesca Pace, i sindaci di Canosa, Ascoli Satriano (Savino Danaro), Candela (Nicola Gatta), Rocchetta Sant’Antonio (Ranieri Castelli), San Ferdinando (Michele Lamacchia), Spinazzola (Nicola Di Tullio), Trinitapoli (Francesco Di Feo), Cerignola (Antonio Giannatempo), Minervino Murge (Mario Gennaro Superbo), i commissari straordinari dei Comuni di Barletta (Anna Maria Mazzone) e Margherita di Savoia (Marcella Nicoletti). Invitati anche il Segretario dell’Autorità di Bacino Puglia, Antonio Rosario Di Santo, il Presidente del Parco dell’Alta Murgia, Cesare Veronico, e il Presidente regionale del Wwf, Leonardo Lorusso, il responsabile tecnico dell’Agenzia per l’Ambiente del Patto Territoriale Nord Barese Ofantino, Mauro Iacoviello.  

Scritto da Redazione
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