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Scianatico, Legambiente parte civile al processo per inquinamento ambientale

È stata ammessa la costituzione di parte civile di Legambiente Puglia, depositata oggi davanti al giudice Francesco Messina, in merito al processo sul Laterificio Pugliese SPA - uno dei principali Gruppi europei specializzati nella produzione di laterizi e materiali edili, guidato dalla famiglia Scianatico – responsabile, secondo Legambiente, di inquinamento ambientale.

Intanto bisognerà aspettare fino a mercoledì 24 aprile, in fase di udienza preliminare presso il Tribunale di Trani, per conoscere la decisione in ordine al rinvio a giudizio presentata dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Savasta, nei confronti del Laterificio Pugliese Spa, ritenuto responsabile di reati ambientali commessi nel territorio di Terlizzi sino al giugno 2010, epoca di cessazione dell’attività produttiva.

Risale al 4 ottobre 2007 la denuncia alla Magistratura da parte del Circolo Legambiente di Terlizzi, che - in seguito alla campagna di monitoraggio condotta dall’ARPA Puglia – individuò criticità sotto l’aspetto ambientale, ritenendo responsabile il Laterificio Pugliese. 

In particolare, dalla “Relazione tecnica sulla campagna di monitoraggio della qualità dell’aria, condotta con il laboratorio mobile”, redatta nell’ottobre 2004 dall’ARPA Puglia (a seguito di un monitoraggio eseguito a Terlizzi dal 14 agosto a 14 settembre 2004), si rilevava il superamento dei limiti previsti dalla legge di sostanze inquinanti, come le polveri sottili (PM 10) e l’ozono.

“Grazie alla lunga ed incessante azione combattuta in primo piano da Legambiente ed alla sensibilità e professionalità manifestata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Trani, Antonio Savasta – affermano Giovanna de Leo e Francesco Tarantini, rispettivamente presidente del Circolo Legambiente di Terlizzi e di Legambiente Puglia ̶ il gup ha ammesso la costituzione di parte civile dell’associazione. Auspichiamo che l’intervento della Magistratura in vicende così rilevanti sotto il profilo ambientale e così fortemente sentite dalla collettività saprà rendere giustizia a quanti per decenni potrebbero aver respirato veleni emessi dalla ciminiera dello stabilimento Scianatico. Ci auguriamo altresì - aggiungono De Leo e Tarantini - che l’incessante battaglia di Legambiente nella vicenda Scianatico possa servire a restituire la giusta vivibilità e sostenibilità alla collettività terlizzese che rimane in attesa di conoscere il suo destino e quello dello stabilimento Scianatico”.

Legambiente richiamandosi ai dati Arpa, ha denunciato la persistenza di una grave situazione di rischio - difficilmente quantificabile e per questo ancora più grave - per tutta la popolazione della città di Terlizzi, la cui fonte risiederebbe proprio nello stabilimento “Laterificio Pugliese” e in tutta la zona artigianale di Terlizzi.

Scritto da Redazione
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