testaa_web_pdo_5rosso.jpg
teaser_1_raccontiamolapuglia_980x89.jpg

Tfa, riusciranno i pugliesi ad acquisire l'abilitazione?

 

Tirocinio formativo attivo. Per gli amici tfa. Ovvero il passaggio obbligato per tutti quelli che, laureati, dottori di ricerca, ricercatori, aspiranti insegnanti vorranno partecipare ai prossimi concorsi per una cattedra nella scuola pubblica.

Una dura, durissima selezione che ha portato non più di 600/700 iscritti all'Università di Bari per la modica cifra di 2500 euro cadauno. Tradotto per i meno esperti: devo pagare un sacco di soldi per potermi preparare ed abilitare ai prossimi concorsi, altrimenti non avrò speranze di insegnare.

Il tfa viene organizzato, in tutta Italia, dalle singole Università in maniera autonoma ed indipendente, seguendo le linee guida del Miur. Ci sono tabelle base, ci sono punteggi da raggiungere, ci sono orari da rispettare, ci sono programmi e percorsi da perfezionare e superare.

Ogni Università può, o meglio deve, o meglio avrebbe dovuto, organizzarsi per permettere ai suoi iscritti (paganti) di seguire le lezioni, sostenere gli esami, e soprattutto partecipare alla fase più importante e formativa dell’intero Tfa, ovvero il vero e proprio periodo di “tirocinio formativo attivo” nelle scuole.

Questa fase fondamentale lo è anche dal punto di vista del risultato finale del tfa. Il decreto, infatti, dice che 19 crediti sui 60 complessivi vengono proprio dal tirocinio. Altri 18 verranno dalle materie pedagogiche, 18 dalle materie disciplinari specifiche, a cui si aggiungeranno i 5 della tesi.

Ed è proprio su questo punto che a Bari nascono i problemi. I grossi, grossissimi problemi.

Qui entra in gioco un altro dei protagonisti del Tfa pugliese.

Stiamo parlando del Cirp. Ovvero del Consorzio Interuniversitario Regionale Pugliese. Un intero piano di uffici in via Petroni, a Bari, dove si studiano le soluzioni al problema della creazione un  “sistema  universitario  regionale integrato, in grado di sostenere e coordinare le iniziative delle Università consorziate per la promozione della cultura, della scienza e della tecnologia, nonchè dello  sviluppo  socio - economico del territorio pugliese, anche in accordo con i programmi nazionali ed internazionali”.

Il Cirp si è occupato (sic) di stipulare le convenzioni con le scuole ed i tutor scolastici da assegnare ad ogni singolo tirocinante nella delicata fase formativa. Il primo problema che hanno riscontrato parecchi tirocinanti è stata la tardiva individuazione, e di conseguenza, assegnazione, delle scuole e dei tutor.

Per maggiore chiarezza riepiloghiamo i tempi.

  •  Entro la fine di gennaio veniva chiesta ai tirocinanti la prima rata del tfa (1600 euro).
  • Le lezioni delle discipline pedagogiche sono iniziate lo scorso 4 marzo.
  • Entro il 25 marzo è stato chiesto a tutti i tirocinanti di esprimere la preferenza del Comune (non della scuola) a cui essere assegnati.
  • Le convenzioni con gli istituti scolastici sono state firmate per la maggior parte nel mese di aprile (tra il 12 ed il 26 aprile).
  • Le convocazioni degli studenti sono state diramate tra la fine di aprile ed i primi giorni di maggio (generalmente tra il 26 aprile e il 3 maggio).
  • I tirocini sono, di conseguenza, iniziati immediatamente dopo la convocazione.             

Qui sorge il primo, grande problema. Ai tirocinanti è richiesta la presenza in istituto di un determinato numero di ore per raggiungere i 19 crediti previsti per questo modulo. 12 sono crediti di tirocinio diretto e 7 di tirocinio indiretto. Quest’ultimo si svolge attraverso degli incontri con un tutor coordinatore, diverso da quello scolastico, nominato dall’Università di Bari.

In genere 1 credito corrisponde a 25 ore: una parte, solitamente quella maggiore, è dedicata allo studio, alla riflessione, alla preparazione per le verifiche, una parte alla lezione vera e propria.

Per ottenere 19 crediti, dunque, sono richieste 475 ore; i 12 di tirocinio diretto corrispondono invece a 300 ore.

Quante sono, dunque, le ore in cui il tirocinante deve essere presente a scuola, in classe, affiancando il tutor per il raggiungimento della soglia minima richiesta?

Si capisce subito che, iniziando il tirocinio a maggio non si riuscirà MAI a raggiungere il numero minimo di ore previsto dal piano di studio, anche se si fosse in classe per 5 ore al giorno in tutti e 6 i giorni della settimana. Sarebbero, in questo caso, 30 ore settimanali per le 5 settimane di anno scolastico rimanente: totale 150 ore.

Il tempo è troppo ristretto e le ore non bastano, anche perché i tutor, come tutti i docenti, non lavorano in classe per 30 ore ma per 18 ore a settimana. Cosa che porterebbe il totale a 108 ore disponibili.

Una circolare del Miur (n 839 del 10 aprile) ha individuato nel “livello minimo di impegno diretto” richiesto per l’attività di tirocinio un monte orario tra le 150 e le 200 ore. Due righe più in alto lo stesso documento dice che “le ore di tirocinio effettivo sono … di norma tra 6 e 8 per ogni credito con la precisazione che tali valori sono da intendersi come soglia “minima” di tirocinio effettivo e che tale livello si riferisce soltanto a questo anno di primo avvio”.

Problema: 6 ore per 19 crediti sono 114 ore. 8 ore per 19 crediti sono 152 ore. Quindi non “tra le 150 e le 200 ore” indicate dal Miur.

Arriviamo, così, dopo questo lungo e complesso calcolo, a quello che è il nocciolo della questione: quante ore i tirocinanti devono stare in classe? O meglio, quante ore devono essere controfirmate dal tutor e/o dal dirigente scolastico per poter raggiungere i crediti minimi richiesti?

A questa domanda il Cirp e l’Università rispondono in maniera assolutamente ambigua e schizofrenica.

Fino a pochi giorni fa si rinviava tutto ad una riunione che si sarebbe tenuta il 3 maggio. In questi ultimi giorni la risposta del Cirp è stata: “stiamo aspettando il verbale di quella riunione dal Prorettore”.

Intanto il tempo stringe, le preoccupazioni di chi ha pagato 2500 euro per un corso organizzato evidentemente troppo di fretta e troppo tardi aumentano, e soprattutto non c’è nemmeno la certezza che questo corso possa portare al riconoscimento dei crediti utili per l’abilitazione. Né può valere una risposta del genere: “fate le ore che potete poi sistemiamo le carte”. Perché i tirocinanti hanno pagato, hanno superato le selezioni, e vogliono formarsi. Vogliono avere il tempo ed il modo di effettuare questo tirocinio nelle classi. Hanno bisogno di confrontarsi con i tutor, di relazionarsi agli studenti, di mettere in pratica tutte quelle discipline che hanno studiato nella parte teorica del Tfa.

Se viene meno, o viene del tutto spogliata di significato la fase fondamentale di questo percorso, viene meno il senso stesso del Tfa. A che serve formare tirocinanti se non ci sono adeguati tirocini?

E, per chiudere il cerchio, a che serve istituire un tirocinio e far iscrivere gli studenti quando poi per molti di loro il rischio (più che concreto) è che non riescano a maturare le fatidiche ore e quindi gettare alle ortiche 2500 euro per non riuscire ad ottenere l'abilitazione?

Soltanto a far entrare nelle casse asfittiche dell’Università circa 5 milioni di euro? O a creare un percorso di alta e qualificante formazione per consentire la crescita culturale, intellettuale e professionale di tanti nostri giovani corregionali?

Altro ma non meno importante problema: a chi serve davvero il Tfa? A chi vuole o vorrebbe partecipare ad un futuro concorsone nella scuola, o a chi è chiamato a gestire corsi, domande, pagamenti e soldi? Chi vince tra la burocrazia e la ricerca di qualificazione e di affermazione lavorativa?

Oltre al danno ci sarà anche la beffa? Il prossimo concorso vedrà le deroghe sulle abilitazioni come l’ultimo? O chi ha partecipato al Tfa sarà davvero abilitato, e dunque pronto e qualificato per insegnare?

Naturalmente abbiamo provato più e più volte, in giorni diversi, a contattare le segreterie dell'Università e del Cirp. Sempre senza risposta o con il telefono chiuso in faccia. Speriamo che a chi ha pagato fior di quattrini per questo "corso", almeno, venga data qualche risposta.

La cosa, ovviamente, non finisce qui.

[continua]

Scritto da Roberto Mastrangelo
Newsletter



IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %