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Tap: l’interesse energetico nazionale bussa alla porta di San Foca

 

Se in questi primi giorni d’estate siete per caso al mare a rilassarvi nei pressi di San Foca, nota località balneare di Melendugno, nonché Bandiera Blu di Legambiente, potreste avvistare all’orizzonte un’imbarcazione sospetta aggirarsi al largo della costa. Di cosa si tratta? Niente paura, non chiamate il 1530. Non allarmatevi, molto probabilmente non si tratta di un barcone di migranti, come i tanti che approdarono sulla costa adriatica negli anni novanta, in seguito alle guerre che lacerarono l’Ex Jugoslavia. Si tratta di TAP. E chi è TAP? O meglio, cosa è? L’acronimo sta per “Trans Adriatic Pipeline”, un progetto per la costruzione di un gasdotto transadriatico. Il gasdotto collegherà la Grecia alle coste meridionali dell’Italia passando attraverso l’Albania e il mar Adriatico permettendo così al gas proveniente dalla regione del mar Caspio di raggiungere direttamente i mercati europei. Un metanodotto lungo 800 chilometri proveniente dall’Azerbaijan dovrebbe quindi approdare a Melendugno, una località a vocazione turistica che basa la sua economia sulla pesca e sulla produzione biologica. Com’è ovvio le polemiche non mancano, così come i diversi punti di vista sulla realizzazione dell’opera. Divergenze presenti all’interno dello stesso fronte ambientalista. Ma, procediamo con ordine.

Sul piano istituzionale, al forte sostegno dimostrato dal governo italiano e dall’Ue, che sottolineano l’importanza strategica del gasdotto per l’intera Europa, si contrappone il no secco dell’amministrazione comunale di Melendugno. Il primo cittadino, Marco Potì, forte del sostegno dei comuni di Vernole, Caprarica e Castrì, conduce la battaglia contro la Tap in nome della salvaguardia del territorio e della vocazione turistica dell’intera area. «La gente non è molto informata sulla questione ma è tendenzialmente contraria – sostiene Potì – Anche i turisti erano dello stesso avviso, l’arrivo di un gasdotto potrebbe cambiare irreparabilmente l’immagine del nostro territorio, più volte premiato con la Bandiera Blu e con le cinque Vele di Legambiente». E veniamo proprio a questa associazione, la cui apertura nei confronti del progetto ha creato una spaccatura nello stesso fronte ambientalista, con il comitato No Tap su posizioni di assoluta contrarietà alla costruzione del gasdotto. Infatti, secondo Maurizio Manna, direttore di Legambiente Puglia, il gasdotto è un progetto strategico per il “Vecchio continente” riguardante il metano, una delle fonti energetiche meno inquinanti. Il si al gasdotto viene però accompagnato alla totale contrarietà dell’associazione a qualsiasi ipotesi che possa prevedere la costruzione di una centrale energetica ubicata nell’area che- secondo Manna « avrebbe un impatto notevole sia a livello di sicurezza che di emissioni». Al fianco dell’amministrazione di Melendugno c’è il Movimento No Tap, da circa due anni attivo nella battaglia anti gasdotto. In merito al rapporto con Legambiente, il portavoce Alberto Santoro, spiega come «le principali associazioni ambientaliste spesso sposano battaglie di principio sui grandi temi senza preoccuparsi nel dettaglio di cosa possano significare per il territorio». La speranza di Santoro è che almeno il Wwf, vista la vicinanza con l’oasi naturalistica delle Cesine, esprima parere negativo sulla Tap.

Alla richiesta di maggiore trasparenza e coinvolgimento dei cittadini avanzata dal governatore Vendola ha seguito la risposta della Tap, attraverso un comunicato diffuso in data 2 luglio 2013. Nel documento si leggono le proposte avanzate dal consorzio Shah Deniz (la località da cui partirà l’approvvigionamento) in risposta alle principali perplessità avanzate sul progetto. Come prima cosa la società si impegna a finanziare interventi a favore del turismo, come un piano per mitigare gli effetti dell’erosione delle coste. Sul versante della sostenibilità ambientale, Tap nega ripercussioni negative sul turismo, portando ad esempio le opere realizzate in Marche e Romagna. E infine il comunicato smentisce le notizie che parlavano di un approdo del metanodotto a Brindisi.

La posa del gasdotto a mare dovrebbe avvenire nei mesi invernali evitando la stagione turistica, ma la società ha già avviato le indagini per la raccolta dei dati sul territorio.

Per scoprire se la Tap alla fine verrà realizzata, occorre aspettare settembre, mese in cui sarà presentata la versione finale del progetto alle Autorità competenti. Ma nella calda estate salentina ne vedremo sicuramente delle belle. Le temperature roventi e la voglia di vacanze di sicuro non distoglieranno l’attenzione della comunità locale dall’incognita Tap. A maggior ragione se, recandosi in spiaggia per passare una giornata all’insegna del relax, avvisteranno quella strana imbarcazione davanti alla costa di San Foca impegnata soltanto nella manutenzione delle boe..almeno per ora.

Scritto da Francesco Cantoro
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