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Alta Murgia tra parco e servitù militari

È passato molto tempo da quando il territorio dell'Alta Murgia fu scelto per essere teatro di esercitazioni militari. Un territorio che solo dal 2004 è divenuto sede di un Parco Nazionale, un territorio ambiguamente oggetto di tutela e valorizzazione di un ancora poco conosciuto patrimonio paesaggistico e naturalistico ma per il 30% occupato, di diritto, dall'Esercito italiano.

Ora, nel 2013, in uno degli anni più difficili per il nostro Paese, una nazione che sembra in balia di se stessa, delle proprie mancanze, dobbiamo affrontare anche questa disfunzione. Sì, una disfunzione: perché è vero che lo Stato necessita di forze armate efficienti e che, bando agli ideologismi e all'ipocrisia, quando parliamo dei nostri militari, parliamo di italiani, pugliesi, con un'occupazione, ma è anche importante salvaguardare un'area naturalistica e paesaggistica che costituisce una ricchezza in termini turistici ed ambientali.

Di questo si parlerà all'interno della manifestazione "Road to Up 2013" del 19 luglio 2013, alle 16:30, ai piedi di Castel del Monte, sulla statale 170 - località "L'Altro Villaggio". All'incontro pubblico dal titolo "Verso gli stati generali delle aree protette. Biodiversità e servitù militari" interverranno Giampiero Sammuri, presidente Federparchi - Europarc, Cesare Veronico, presidente Parco Nazionale dell'Alta Murgia, Stefano Pecorella, presidente Parco Nazionale del Gargano, Marcello Maranella, direttore Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, Andrea Gennai, direttore Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

In occasione di questo importante evento, il Movimento Nonviolento, WWF e Legambiente hanno stilato un manifesto grazie al quale rendono pubblica la propria posizione sulla questione delle esercitazioni militari.

Nel documento è riportato:  "Se consideriamo poi che la servitù militare si estende per quasi un terzo della superficie del Parco dell’Alta Murgia, non c’è da meravigliarsi di quanto alto sia l’impatto anche sulle attività di educazione, ricreazione e turismo. È ripetutamente accaduto, infatti, che i bambini in gita scolastica, gli studenti universitari del progetto Erasmus e gli escursionisti a piedi o in bicicletta, siano stati bloccati da carri armati e mezzi pesanti con il divieto di procedere o l'intimazione di attendere".

Sappiamo tutti quanto il patrimonio culturale e naturalistico della nostra regione sia un potenziale trampolino per lo sviluppo economico. Inoltre il Parco dell'Alta Murgia, unico nel Sud Italia, è candidato alla Carta del Turismo sostenibile. Ci si chiede, quindi, se è possibile che non si riesca a trovare un soluzione e si auspica un dialogo proficuo, e non i soliti discorsi vuoti, affinché i nostri parchi naturali possano essere unicamente lo scrigno di tesori da conoscere e proteggere.

Scritto da Alessia Colaianni
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