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Carceri: a Bari e Taranto situazioni oltre il limite

Anche quest’anno il sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri, capogruppo PdL della Commissione Sanità del Senato, ha visitato a ferragosto i penitenziari di Bari e Taranto. Sovraffollamento, carenza di organici e sanità i nodi da affrontare per il senatore del PdL che ha ottenuto una audizione in Commissione di Dap, Conferenza Stato-Regioni e Società italiana di medicina penitenziaria. E lancia l’allarme sulla ipotesi di declassare il penitenziario barese da primo a secondo livello: "Sarebbe folle".

“La situazione permane grave perché al sovraffollamento che determina non pochi problemi anche dal punto di vista organizzativo e sanitario, si unisce il problema della carenza di organici”, afferma in una nota il senatore che più volte ha visitato i due istituti penitenziari, “In particolare quello di Bari registra la presenza di 439 detenuti a fronte di una capienza di 292. I due terzi sono affetti da patologie di vario tipo e un quarto (circa 100) da specifiche malattie psichiatriche. Malattie che, purtroppo, insorgono anche durante la permanenza in un carcere che sconta uno standard di vivibilità pari a zero, considerata l’alta densità, per così dire, abitativa del carcere, rispetto alla reale capacità”.

“Si tratta”, continua d’Ambrosio Lettieri, “di patologie che richiedono una attenzione e una presenza particolare degli operatori sanitari che devono vigilare sulla corretta assunzione dei farmaci.  Una necessità cui si risponde con difficoltà, nonostante professionalità e abnegazione degli operatori, per la carenza di personale sanitario adeguato e, in particolare, figure professionali indispensabili per la somministrazione delle cure, come quella degli infermieri. Da qui rivolgo un appello particolare alla Regione Puglia perché si interessi alla soluzione del problema, considerato che dal 2008 la gestione è passata dal Ministero della Giustizia al Ssn”.

“A proposito della situazione carceraria in generale e nello specifico sulle problematiche sanitarie, ho richiesto e ottenuto”, spiega il senatore del PdL, “una  audizione in Commissione Sanità del Senato del capo del Dipartimento amministrazioni penitenziarie, della Conferenza Stato-Regioni e della società italiana di medicina penitenziaria per gli approfondimenti e interventi del caso. In particolare, insisto sulla necessità di una indifferibile attività di monitoraggio relativi agli adempimenti delle Regioni per rendere esecutivo il provvedimento di chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Non vorrei che ad aprile prossimo, data cui corrisponde la scadenza di applicazione della normativa, ci trovassimo di fronte alla richiesta di un ulteriore differimento della scadenza di chiusura. Ad oggi sono sei gli istituiti ancora aperti in tutta Italia”.

D’Ambrosio Lettieri lancia anche un altro allarme. “In seguito alla spending review”, dice, “si paventa l’ipotesi di declassamento di numerosi penitenziari. Per ora è solo una ipotesi, ma tanto basta a mettere le cose in chiaro: sarebbe folle e irresponsabile anche solo pensare di declassare il carcere di Bari. Sono certo che i parlamentari pugliesi faranno quadrato perché ciò non avvenga e per evitare che, oltre al danno, si aggiunga la beffa. E non certo per questioni campanilistiche. Il penitenziario di Bari non può essere declassato per motivi molto seri. Bari non solo è capoluogo di regione e sede di Corte d’Appello, ma presenta un livello di complessità della tipologia criminale tale, come purtroppo evidenziano i fatti di cronaca, da rendere impensabile un declassamento. In aggiunta, il carcere barese è l’unico in Puglia a possedere un centro clinico”.

Quanto al Decreto approvato qualche giorno fa anche dal Senato, d’Ambrosio Lettieri tiene a sottolineare che “non si tratta affatto di un provvedimento <svuota carceri>, ma, piuttosto, di una prima strada per trovare, riaffermando il principio della certezza della pena, il giusto equilibrio tra funzione rieducativa e punitiva. Far emergere solo la seconda, non solo non corrisponde ai principi di civiltà e di umanità cui dobbiamo sempre ispirarci verso chi ha sbagliato, ma è anche deleterio ai fini della costruzione di una società migliore”.

 

 

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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