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Parco e servitù militari: il dialogo che non c'è

Sembrava che il dialogo che auspicavamo fosse ormai una realtà e, invece, grazie all'intervento del ministro Mauro, ci rendiamo conto che in Italia ci ritroviamo nella solita confusione, nella solita incapacità di trovare un compromesso per una nazione, la "Girlfriend in a coma" del noto documentario di Bill Emmot, ormai messa in ginocchio dalla crisi e, temiamo, dalla mancanza di volontà nella comprensione delle ragioni tra parti.

Stiamo parlando dell'incompatibilità tra esercitazioni militari ed esistenza ed attività del Parco Nazionale dell'Alta Murgia: la Regione - e non solo - aveva risposto in maniera propositiva alle riflessioni di Veronico ma sembra che la questione sia ancora aperta, viste le dichiarazioni del ministro Mario Mauro, nonostante la sospensione - concordata tra il Presidente della Commissione Difesa del Senato e il Comando Militare Esercito 'Puglia' - delle esercitazioni a fuoco programmate a settembre, mantenendo le altre attività stabilite.

Oltre a Legambiente, anche il Movimento Non Violento ha voluto esprimere la propria opinione: 

"Il Movimento Nonviolento esprime disaccordo con le dichiarazioni del ministro Mauro sulle esercitazioni nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Riteniamo che esse non siano necessarie né utili, ma rappresentino un vulnus nel tessuto ambientale, sociale e anche economico del parco. 

Abbiamo piuttosto bisogno di radicare nei territori un modello di economia che abbia lo sguardo lungo sul futuro e dia ai giovani la possibilità di mettersi al servizio della propria terra, di coltivarla e custodirla per consegnarla intatta alle future generazioni. Abbiamo bisogno di portare il mondo nel parco, consacrando l'area protetta al turismo sostenibile e responsabile che ci inserisca nei circuiti europei. Abbiamo bisogno di godere tutti dei benefici di un'area pulita, protetta e in pace, senza rischi per la salute, danni alle altre specie, distruzione degli ecosistemi. 

Turismo sostenibile e responsabile, economia verde, cultura e pace sono le parole chiave della floridezza del nostro territorio e su quelle vogliamo che le istituzioni puntino in vista del benessere di tutti, come il Presidente del parco Cesare Veronico sta facendo. 

Abbiamo bisogno che l'articolo 11 della Costituzione resti presente nella memoria di chi governa, perché l'Italia ripudia la guerra e non è accettabile che si usi il mercato bellico come risposta alla crisi economica né all'atavica mancanza di occupazione del Sud. È un pretesto che viene smentito dalla realtà. 

Abbiamo bisogno di inventare il futuro, insieme, e per questo chiediamo che il Governo incontri il mondo associazionistico pacifista e ambientalista e ne ascolti le istanze. Vogliamo discutere insieme delle esercitazioni a fuoco e della presenza dei militari nel parco, per essere protagonisti attivi del futuro della nostra terra.

Non sembra che ci sia chiusura da parte del Parco e delle associazioni, crediamo che tutti comprendano l'importanza della presenza di un esercito preparato, la necessità di garantire continuità nella professione per tutti questi giovani che hanno deciso di difendere la propria nazione, di servire i propri connazionali. Nessuno mette in dubbio questa realtà. Si tratta solo di intavolare un dialogo, cercare una soluzione insieme.
Scritto da Alessia Colaianni
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