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Escherichia Coli nel canale tra Andria e Barletta. E i controlli?

Mentre in Regione il tavolo tecnico istallato la settimana scorsa sul risanamento del canale Ciappetta-Camaggio, tra Barletta ed Andria, si è dato come timeline il 26 settembre per la quantificazione, da parte dell'Autorità di Bacino, degli interventi di straordinaria manutenzione per il ripristino della situazione, è di oggi la notizia del ritrovamento di alcune tracce di escherichia coli, il batterio responsabile della SEU (sindrome emolitico urenica), che in Puglia in quest'estate ha colpito almeno 18 persone.

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale Franco Pastore (Psi-Misto).

“La procura di Trani torna a occuparsi del Ciappetta-Camaggio e della sua pericolosità per l'ambiente e per la salute pubblica. I reflui che scorrono in quel canalone contengono, fra gli altri veleni, il pericoloso escherichia coli, il batterio all'origine della Seu, la “Sindrome emolitico urenica” che lo scorso  agosto, ha colpito soprattutto i bambini. Tracce di escherichia coli sono state rinvenute anche nei reflui trattati dal depuratore di Bisceglie. Per quanto grave, però, in questo secondo caso, quei reflui finiscono in mare e la stagione balneare è finita".

"Quelli del Ciappetta-Camaggio, purtroppo, vengono utilizzati spesso anche per irrigare i campi adiacenti il canale. Un illecito pericoloso e noto, ma sul quale, mai si è intervenuti. Lo ha fatto la magistratura alcuni anni fa, poi tutto è rimasto come prima, mentre sul da farsi per la bonifica e la manutenzione si susseguono tavoli tecnici, incontri, ipotesi e parole. Nulla di concreto, niente, che nel frattempo, tuteli il diritto alla salute dei cittadini, in particolare dei più piccoli, i bambini".

"Quanto accade è grave, e il percorso di quel canalone, perché di una cloaca si tratta, non può restare ancora terra di nessuno, 14 chilometri, fra Andria e Barletta, dove il canale sfocia in mare, alla mercé di malfattori di ogni genere. Dai ladri d'auto che abbandonano le scocche delle vetture, a coloro che lo usano come discarica per sversarvi rifiuti di ogni tipo, dagli elettrodomestici ai pneumatici. E poi ci sono  gli agricoltori che, da quello stesso canale in cui abbandonano i flaconi di fertilizzanti chimici, attingono acqua per irrigare i loro campi, coltivati a ortaggi o oliveti. A questo punto i controlli sono indispensabili e tutte le istituzioni interessate devono intervenire, la Provincia, i comuni, con tutti gli strumenti a loro disposizione. Lo facciano i vigili urbani, la polizia ambientale, i nuclei ambientali e le forze dell'ordine. Non si può mettere a repentaglio la salute pubblica e dei soggetti più delicati e a rischio, come i bambini".

"Mi auguro che quanto emerso sia il punto di partenza per approfondire la questione e che i sindaci di Andria e Barletta intervengano con tempestività”.

Scritto da Maria Pia Ferrante
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