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Stalker sotto la lente dei Carabinieri

Stalker. Una parola che negli ultimi mesi, drammaticamente, è sulla bocca di tutti. Da oscuro termine inglese è entrato nell'uso comune con il significato di colui che pone in essere una serie di atteggiamenti aggressivi e persecutori nei confronti di un'altra persona. Generalmente l'uomo nei confronti della donna (ma vale anche il contrario).

Quando i postumi di una relazione, di un matrimonio, di una convivenza si trascinano nefasti per mesi ed anni, o quando scatta in una mente debole e traviata meccanismi di autocompiacimento e di dominanza nei confronti di qualcun altro, ecco che spesso si sfocia in fenomeni di stalking. Un reato perseguibile dalla legge ma che, fino ad ora, non ha trovato nei mezzi di tutela giuridica la sua efficace realizzazione.

Troppo spesso le donne si sentono dire "non possiamo trattenerlo a lungo con queste accuse" oppure "la legge gli permetterà di essere libero". Situazioni psicologiche terribili per chi deve subire atti di stalking, per chi è costretta a vivere accanto al proprio molestatore senza che lo Stato possa far nulla per tutelarla.

Ed ogni tanto ci scappa il morto. Lo chiamano "femminicidio". Una parola orribile che vuole trasformarsi in una aggravante di reati come l'omicidio o le lesioni gravi e gravissime.

Sono in molti ad interrogarsi se ci può e ci deve essere una tutela maggiore per le vittime. Noi ne siamo fermamente convinti. Partendo da aggravanti specifiche per finire, cosa forse ancora più importante, nella certezza dell'allontanamento del molestatore e della giusta punizione dietro le sbarre.

L'argomento è, in questi giorni, di straordinaria attualità in Puglia. E le forze dell'ordine stanno avendo il loro da fare. Con pochi strumenti e con ancor meno mezzi.

In breve tempo sono si sono verificati cinque gravi episodi ai danni di altrettante donne, e dei loro figli. Minacce, botte, persecuzioni si trascinavano da anni e solo l’intervento dei carabinieri ha messo fine a queste tragedie familiari, assicurando alla giustizia i quattro uomini protagonisti di altrettante storie di violenza domestica.

A Bari, una pattuglia dei Carabinieri è stata fermata nel quartiere Picone da una donna inseguita da un 43enne barese, che alla vista dei carabinieri ha tentato di fuggire. Bloccato dai militari è stato immediatamente arrestato poiché è risultato che l’uomo aveva ripetutamente pedinato, minacciato e aggredito la donna con la quale aveva avuto una relazione che si era interrotta lo scorso giugno. L’uomo è finito ai domiciliari. Il 43enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato associato agli arresti domiciliari.

A Triggiano i Carabinieri del 112 sono intervenuti per fermare un 45enne ubriaco che stava picchiando la moglie. Dopo l’arresto dell’uomo, la donna ha raccontato un passato fatto di violenze e minacce ed è dovuta ricorrere alla cure mediche per varie escoriazioni ed un forte stato d’ansia. L’uomo, su ordine del PM di turno della Procura di Bari, è stato posto agli arresti domiciliari presso la casa della madre.

Particolarmente grave l’episodio accaduto a Barletta dove un uomo ha inseguito la moglie fino a sotto la locale caserma dei Carabinieri, dove è stato arrestato in flagranza di reato mentre continuava ad urlare minacciando la donna. Era dal settembre dello scorso anno che l’uomo aveva reso la vita della moglie un infermo, inducendola a troncare la relazione. Continue sono state le minacce e le molestie finalizzate a riallacciare il rapporto. In altre circostanze le avrebbe anche rubato il cellulare, danneggiato l’auto e procurandole lesioni personali. Ieri la fine dell’incubo con l’arresto dell’uomo che, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, è stato portato in carcere.

A Corato i Carabinieri hanno arrestato un 39enne di origini albanesi che aveva ignorato il provvedimento di allontanamento dalla casa familiare a causa degli atti persecutori e dei maltrattamenti commessi ai danni di moglie e figli. Nonostante il provvedimento, emesso a causa dei continui episodi di  ingiurie, aggressioni e pedinamenti, l’uomo non ha desistito e la Procura della Repubblica di Trani, ricevuto il rapporto dei Carabinieri, ha richiesto l’arresto al GIP che ha disposto i domiciliari in luogo diverso dalla residenza familiare.

A Polignano a Mare è stata una chiamata al numero di pronto intervento 112 a salvare madre e figlia dall’aggressione di un 49enne. Fortunatamente il tempestivo intervento dei Carabinieri ha consentito l’immediato arresto dell’uomo, mentre le donne, ricorse alle cure del locale punto di primo soccorso, hanno riportato lesioni guaribili in alcuni giorni. Il 49enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato collocato ai domiciliari in altra abitazione.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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