testaa_web_pdo_5blu.jpg
teaser_1_si_cambia_980x89.jpg

Foggia, l'aeroporto, l'impegno e le balle d'occasione

Gli aeroporti di Foggia a me sembrano due, entrambi chiamati "Gino Lisa". Il primo è l'aeroporto reale, quello che è oggi condannato ad una vita grama e parassitaria e che, negli auspici e nelle proclamate volontà dei rappresentanti istituzionali e delle organizzazoni produttive potrebbe, con adeguati interventi di potenziamento, rappresentare un potente fattore di sviluppo del territorio della Capitanata.

L'altro è il feticcio, il valore-emblema, il sacrario della "Patria foggiana" che va difeso come le trincee del Carso dal bieco invasore austriaco-barese. L'impressione è che, anche nella presente situazione sia il secondo a farla da padrone. Non so leggere in altro modo le scalmane che registro, l'andamento fibrillato del discorso pubblico, le smargiassate fuor d'ogni misura provenienti da diverse ed insospettate parti. Non trovo strano -intendiamoci- che si voglia manifestare, protestare, battere i pugni sul tavolo e quant'altro; accanto ed in uno con questo, però, dovrebbe esserci un approccio più responsabile e avveduto.

Ho trovato abbastanza umoristica, ad esempio, la dichiarazione dell'onorevole Bordo, che dopo avere accusato di pubblica menzogna Aeroporti di Puglia (ed anche la Regione) ed essere stato ufficialmente e pubblicamente smentito, dichiara di non voler "partecipare alla polemica". Siccome parliamo di un rappresentante istituzionale fra i più autorevoli, sarebbe lecito attendersi, almeno da lui, maggiore senso di responsabilità e ponderazione. Beninteso, è possibile che Bordo dica il vero e Aeroporti di Puglia stia mentendo spudoratamente; però il primocita un sentito dire e i secondi dei documenti datati e verificabili, quindi inclino a credere a questi ultimi. 

Mi pare indicativo della natura feticistica della discussione l'insistenza -fatta propria anche da alcuni organi di informazione- con cui si chiede, anzi si esige l'immediata riapertura del bando di gara, "senza attendere il placet dell'Unione Europea".

A me sembra una cosa totalmente priva di senso: ammesso che il bando sia riscritto e riaperto, come pure era stato ventilato, spero tutti convengano che la gara non verrà aggiudicata se non ci sarà certezza sulla disponibilità delle risorse con cui è finanziata, che sono al momento i 14 milioni di euro dei fondi Fas incardinati nell'accordo quadro. Se l'Unione Europea dovesse ritenere che l'opera integra gli estremi degli aiuti di Stato i 14 milioni di euro potrebbero diventare dieci, cinque o addirittura zero. Quindi, piaccia o no, la pista potrà essere allungata solo se Bruxelles darà il via libera. A meno che...

A meno che il territorio non sia in grado di elaborare una soluzione alternativa: per esempio costituendo un fondo di garanzia con risorse private destinato a integrare la somma eventualmente ridotta dall'Unione (cosa che per quello che ho capito non potrebbe essere fatta dalle pubbliche amministrazioni). Se cioè Assindustria, Confcommercio, operatori turistici e stakeholders vari raccogliessero non dico quattordici, ma quattro milioni (il taglio comunitario potrebbe essere maggiore, ma mi pare che alla luce dei precedenti il rischio sia di questa entità) potremmo proteggerci da ogni evenienza avversa e la gara potrebbe essere non solo riaperta, ma aggiudicata senza alcun patema.

E se -ipotesi non improbabile- il taglio non dovesse esserci (perché viene accolta dalla Commissione Europea la proposta del Comitato delle Regioni ovvero perché la pratica Gino Lisa viene approvata dai funzionari di Bruxelles) quelle somme, integrate dalla Regione Puglia (con il proprio bilancio ordinario o con altri fondi europei) e dal sistema degli Enti Locali potrebbero finanziare i costi variabili di gestione dello scalo, magari in attesa di ereditarla da AdP, o costituire incentivo alle compagnie per la fase di start-up (magari sotto forma di acquisto di biglietti). 

E' chiaro che stiamo parlando di uno sforzo impegnativo, specie in un momento di drammatica crisi economica; ed è chiaro che ci sarebbero da superare vari ostacoli tecnici (per esempio convincere le banche a mettere a dispsozione la somma sulla scorta di adeguate garanzie). Quel che è certo è che in presenza di un segnale così forte si potrebbero frapporre ulteriori resistenze al potenziamento dell'infrastruttura. E sarebbe un buon sistema per dividere le balle d'occasione dagli impegni veri.

Scritto da Enrico Ciccarelli
Newsletter



Invest
IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %