testata_web_pdo_5arancione.jpg
teaser_1_si_cambia_980x89.jpg

Speciale Solidarietà: Cooperativa Sociale GEA

"Quando i bambini ti chiedono una merendina in più perché la sera non hanno nulla per cenare, ti rendi conto che la situazione è davvero grave". Secondo Grazia Vulpis, presidente della Cooperativa Sociale GEA, le famiglie baresi che vivono in uno stato d'indigenza sono in costante aumento. Le operatrici della cooperativa impegnate nel CAF/CAP del Quartiere San Pio di Bari - Centro d'ascolto per le Famiglie e Centro Aperto Polivalente per Minori - sono testimoni del crescente disagio sociale protagonista di questo momento storico: l'assenza di lavoro si trasforma in difficoltà ad arrivare alla fine del mese e, nella peggiore delle ipotesi, alla quasi impossibilità di provvedere alle esigenze primarie, a partire dal cibo.

La Cooperativa Sociale GEA gestisce sul territorio diverse attività dedicate alla cura ed al reinserimento di persone in difficoltà: accanto al già citato CAF/CAP ed ai centri di assistenza "classica" - anziani, persone con disabilità, diurni e case famiglia - la cooperativa ha avviato dal 2012 una struttura di supporto per gestanti e madri con figli, dove casi di donne vittime di violenza sono, purtroppo, all'ordine del giorno.

"Soprattutto negli ultimi 5 anni, Bari si è aperta maggiormente alle persone in difficoltà - sostiene Grazia Vulpis - A differenza del precedente quinquennio, si è passati da un'assistenza intesa come semplice sussidio all'idea di fornire nuovi percorsi e prospettive di vita alle fasce della popolazione più bisognose". Il cambio di rotta è merito di una più salda sinergia fra operatori privati - come la Cooperativa GEA - ed istituzioni pubbliche, in rapporti di collaborazione finalmente intesi "alla pari". 

Nonostante i passi in avanti fatti nell'ultimo periodo, Bari deve ancora fare molta strada per rimettere al centro l'infanzia e la famiglia. "La città non offre spazi di accoglienza per i bambini appena nati, 0-3 anni, e per gli adolescenti, 12-17 anni - spiega Grazia - Spazi, anche in questo caso, da non intendere solo in chiave assistenzialistica: una comunità cresce se vengono stimolati dialogo e partecipazione, sin dalle fasce d'età più giovani". Strategiche e funzionali diventano luoghi pensati per aiutare le neo-mamme che lavorano e laboratori urbani di facile accesso per gli adolescenti, concepiti per permettere agli "adulti in formazione" di avvicinarsi ad attività culturali - o ludiche - senza eccessivi fronzoli contrattali o burocratici.

"Crisi identitaria, famiglie in difficoltà e scarsità di risorse economiche - poco lavoro, pochi soldi, poche prospettive - sono alla base del crescente disagio degli adolescenti, ormai alla luce del sole - fa notare Grazia Vulpis - I centri per curare le psicopatologie legate alla crescita dei ragazzi sono quantitativamente carenti: a Bari, per esempio, abbiamo un solo centro di neuropsichiatria infantile".

Scopo dell'assistenza è rendere il più possibile autonome le persone che versano in situazioni difficili. Autonomia che dipende in primo luogo dal lavoro, carenza strutturale a cui è difficile far fronte. "Il rischio è che il nostro impegno quotidiano si trasformi in una goccia nel mare" - conclude Grazia Vulpis.

Scritto da Lino Castrovilli
Newsletter



Invest
IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %