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Medimex, che legame c'è tra turismo e spettacolo?

Il turismo può essere legato in stretta connessione ai grandi eventi di spettacolo? Questo è stato l’interrogativo della grande tavola rotonda tenutasi all’interno degli spazi del Medimex.

Per rispondere a questa annosa questione, hanno provato a raccontare la propria esperienza, diverse persone appartenenti al mondo dell’organizzazione dei festival musicali europei, dal Volt Festival al Balaton Sound Festival, fino al più famoso e ormai collaudatissimo Sziget Festival e per le esperienze italiane, si è discusso del Festival Collisioni e della Notte della Taranta.

Il format del festival europeo, organizzato come gli altri prevalentemente nei mesi più caldi dell’anno, mira ormai da molto tempo a creare un connubio tra l’evento musicale e una vera e propria vacanza fatta a misura di chi, appassionato della musica, sceglie di inserire questo evento durante le ferie.

Andras Bertas, portavoce dell’organizzazione del Sziget, ha spiegato come, durante il trascorrere degli anni, la città di Budapest che ospita l’evento su un’isoletta a 2 km dal centro, abbia riscontrato numerosi vantaggi grazie alla presenza del festival e che i suoi avventori, al termine del festival, molto spesso trascorrono sempre qualche giorno in più nella cittadina ungherese. Lo Sziget è un evento unico nel suo genere, multimediale, aperto ad ogni espressione artistica e musicale, punto d’incontro di culture e tendenze disparate: si tratta infatti dell’unica manifestazione in cui è possibile ascoltare diversi generi musicali nella stessa giornata, come pop, rock, metal, hip hop, blues, reggae, afro, world music, folk, elettronica, jazz, classica ed ogni altra sperimentazione sonora. Oltre alla musica, sono presenti anche teatro, installazioni, mostre, danza, rassegne video e cinematografiche, sport estremi, tattoo e piercing point, cucina internazionale e dei punti relax. Contenitore dell’evento è la bellissima e verdissima isola (in ungherese “sziget”) di Obuda, che dista solo 2 km. dal centro di Budapest e che per l’occasione ospita decine di migliaia di campeggiatori, trasformandosi in una vera e propria cittadina attrezzata di ogni servizio: ristoranti, pub, uffici postali, banche, change e bancomat, un ospedale da campo, una stazione di polizia, spazi ludici per bambini e tantissime forme d’intrattenimento.

L’esempio di eccellenza dello Sziget è stato senza dubbio un momento di confronto molto importante sia per le realtà italiane, come nel caso di Collisioni o della Notte della Taranta, sia per porsi un interrogativo su quanto sia realmente lontana da noi una macchina così ben oliata.

Così ha esordito l’Assessore regionale al Mediterraneo, Cultura e Turismo, Silvia Godelli, che ha sottolineato quanto, a dispetto dell’appena citato esempio ungherese, la Puglia abbia percorso in modo quasi casuale i due binari del turismo musicale e del turismo culturale, che spesso si sono sovrapposti tra loro senza una programmazione precisa, ma con risultati ottimali, grazie al boom di presenze in Puglia, che aumentano in modo esponenziale ogni anno.

La Notte della Taranta, presa più volte ad esempio dalla Godelli, rappresenta una realtà musicale molto importante che si svolge ad agosto, in Salento, da quasi vent’anni. Il festival è dedicato nello specifico alla riscoperta e alla valorizzazione della musica tradizionale salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali, dalla world music al rock, dal jazz alla musica sinfonica che negli ultimi anni ha registrato circa centocinquantamila presenze durante tutto il mese di programmazione e diversi ospiti di stampo internazionale.

Con questi due esempi così rilevanti messi a confronto nel contesto del Medimex, c’è da chiedersi se l’Italia, nonostante i vari sforzi delle diverse organizzazioni regionali e la costante dichiarazione di mancanza di fondi sempre più assillante da parte delle istituzioni, debba davvero prendere esempio concreto dalle realtà dorate di manifestazioni come lo Sziget, l’Exit Festival o il Volt Festival, che hanno sapientemente sfruttato l’ampia risonanza e la consapevolezza della reale capacità di richiamo mediatico che possono avere questi concerti, che si autofinanziano grazie ai grandi introiti che ottengono anche dal semplice sbigliettamento e che in un momento così complicato per la cultura, devono essere più che mai, esempi più che virtuosi.

Scritto da Isabella Battista
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