testata_web_pdo_5verde.jpg
teaser_1_raccontiamolapuglia_980x89.jpg

Camusso a Bari: il sindacato riflette

Il prossimo 18 dicembre, Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL sarà a Bari. Per la giornata internazionale del migrante, visiterà il centro di accoglienza dei richiedenti asilo (C.A.R.A.). Poi ci sarà una tavola rotonda, presso la cittadella della cultura, dal titolo "Il Lavoro che salva".

Non sappiamo se Camusso stia pensando a ricalibrare il suo intervento, alla luce delle agitazioni, degli scontri, degli assalti e dei tentativi perfino di bruciare una libreria, che abbiamo vissuto in questi giorni.  Non sappiamo nemmeno se Camusso è al corrente che a Bari, la sera del dodici dicembre, anniversario della strage di Piazza Fontana (1969), la CGIL Puglia si è fatta carico di chiedere e ottenere dal questore l'autorizzazione a tenere un presidio in piazza prefettura, che, formalmente non aveva alcuna carica "antiforconi", ma nei fatti e nei canti che si sono levati, portava la voce di un paio di centinaia di cittadini a contestare la primogenitura (peraltro mai accettata da quelli che è possibile individuare come i "capi" nazionali di questa ondata di ribellismo) che i neofascisti (o sedicenti tali: Casapound, per fare nomi), qualche schedato per reati contro il patrimonio, un paio di pregiudicati e alcuni ultras in trasferta, almeno dalle nostre parti, hanno messo su questa vicenda.

E che la CGIL (ma crediamo debbano farlo tutte le sigle sindacali, piccole o grandi che siano) si accorga finalmente che non esistono solo i lavoratori dipendenti, garantiti e tutelati, non solo è un bene, ma pensiamo sia una delle azioni più meritorie proprio per evitare infiltrazioni, manipolazioni, appropriazioni indebite da chi ha tutto l'interesse non a risolvere i problemi ma a gettare benzina sul fuoco.

Il paese è stremato: vi è un'intera generazione che nemmeno cerca più il lavoro. Vi sono uomini e donne validissimi e lontanissimi dalla pensione che non trovano nemmeno un posto in nero o precario che sia. Vi sono categorie produttive fondamentali (piccoli imprenditori, artigiani, piccoli agricoltori) letteralmente alla fame. I soldi non girano e il commercio affonda. Milioni di persone non sono rappresentate, difese, ascoltate da nessuno: non hanno sindacati e nemmeno ordini professionali in cui si possano riconoscere.

Camusso e la CGIL, ma anche altri, dovrebbero riflette e a fondo sul vuoto di rappresentanza e di intervento politico per questi bisogni che, a norma di Costituzione, sono sacri esattamente quanto tutti gli altri. Se questa ondata, apparentemente così caotica e incomprensibile, di ribellismo, con forme che hanno sfiorato se non superato lo squadrismo e la prevaricazione violenta (specie nel nord barese dove sono in via di accertamento da parte degli inquirenti le presenze malavitose organizzate), porterà alla riflessione e alla consapevolezza che questo paese ha bisogno di politica vera, onesta e trasparente, colta e semplice, attiva e includente, come il pane; allora tutto questo sarà servito a qualcosa.

 

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
Newsletter



Invest
IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %