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Movimento 9 dicembre, il primo incontro a Bari

Da una assemblea organizzativa ad una sorta di seduta di terapia di gruppo, in cui sono state espresse, dai presenti, tutte le proprie motivazioni, la rabbia e il senso di ingiustizia che ha portato gli aderenti al Movimento 9 dicembre a protestare per le strade di tutt'Italia, e di Bari in particolare.

Avrebbe dovuto essere la prima assemblea in cui, oltre a decidere cosa fare sul fronte della protesta civile, si sarebbe dovuto cominciare a definire, strutturare e organizzare meglio il “Movimento 9 dicembre  - Bari”, e invece ha prevalso il senso di disagio, di sofferenza, di malessere.

Una sorta di seduta di autocoscienza in cui ogni cittadino ha espresso la propria rabbia per una serie di ingiustizie che ormai da anni si consumano sulle spalle dei più deboli, cioè appunto i semplici cittadini. Disoccupati, professionisti, piccoli imprenditori, autotrasportatori, artigiani, agricoltori, hanno aderito alle proteste che per una settimana si sono svolte in tutta Italia. A

Bari, come ha sottolineato in apertura il segretario del “Movimento per la governabilità – XII ottobre” Donato Cippone, “non si sono verificati né scontri, né intemperanze, ma tutto è filato liscio nel solco del rispetto delle regole e delle istituzioni. Sporadiche e isolate manifestazioni di protesta non possono certo inficiare il valore generale della protesta” , ha ribadito Cippone, che ha anche esortato tutti ad accettare le diversità, a superare le bandiere, per restare uniti sotto un unico vessillo, quello della bandiera italiana e della Costituzione. Ed effettivamente il Movimento contempla diverse anime e, a tratti, non è stato facile, neanche gestire l’assemblea e consentire a tutti di esprimere le proprie idee. Un esperimento di democrazia diretta insomma, dove le ferite aperte da una crisi dilagante, non hanno consentito a tutti di avere la lucidità necessaria per superare la rabbia e il malessere e passare a delineare, all’indomani della settimana di protesta appena trascorsa, una strategia politica di più largo respiro.

Tante le storie emerse, come ad esempio quella di un giovane imprenditore del settore sanitario, Luigi Molinari,  che, fra l’altro, ha invitato tutti a spostare il baricentro dell’azione politica sul territorio (Comune e Regione), o come un altro cittadino che, parlando del proprio figlio rimasto disoccupato in Inghilterra, ha ricordato che comunque lì esiste un reddito di cittadinanza per coloro che perdono il lavoro, consentendo agli stessi un minimo di vita dignitosa.

Sul fronte delle iniziative da intraprendere si è discusso anche dell’opportunità di partecipare alla manifestazione nazionale di Roma prevista per mercoledì prossimo, ma non si è raggiunta una decisione comune, mentre è previsto per lunedì 16 un corteo a Valenzano e per martedì 17 un corteo a Bari organizzato da studenti medi e universitari.

Scritto da Redazione
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