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Università di Bari: per i precari sarà una beffa di fine anno?

 

Si prevede solo carbone nelle calze dei precari tecnici-amministrativi dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro: se fino a qualche giorno fa il peggio sembrava essere scongiurato, adesso a soli tre giorni dalla scadenza dei contratti di lavoro il rischio concreto è che lo sforzo della Regione Puglia per reperire in bilancio le risorse per allungare il contratto ai 60 lavoratori precari rischia di saltare e di essere vanificato. Il milione di euro stanziato dalla Regione Puglia non arriverà mai come promesso nelle buste paga dei lavoratori a tempo determinato che dal prossimo 1° gennaio saranno a casa senza retribuzione e, ancora una volta, senza garanzie.

Si profila la messinscena di una commedia degli orrori: quando mancano ormai tre soli giorni dalla scadenza del contratto, e dopo mesi di lotta costante e sempre più disperata dei precari dell’Ateneo barese, il solo risultato positivo raggiunto – lo stanziamento di 1 milione di euro proveniente dalla Regione Puglia e pensato per andare incontro alle esigenze degli stessi – verrà spartito scriteriatamente su un tavolo riottoso tra atenei pugliesi che, finora silenti, improvvisamente accampano pretese sulla somma che criteri di equa proporzionalità imporrebbero fosse prevalentemente assegnata all’Università di Bari.

Poco importa se, a quanto pare, a fare la voce grossa e a voler inghiottire i due terzi della cifra stanziata sia un’università privata, forte ormai di una consolidata politica rivolta all’irrobustimento delle università non pubbliche.

“Occorre ricordare – sottolineano dal Coordinamento Precari T.A. dell’Università di Bari - che i presìdi, le manifestazioni e la lotta poste in essere finora dai precari dell’accademia barese sono state sottovalutate dal Rettore Uricchio e, a questo punto, appare quanto mai difficile che questi possa tutelare il tesoretto che con tanta fatica è stato guadagnato dal Coordinamento Precari T.A. UNIBA, e che con altrettanto lavoro è stato ottenuto grazie alla sensibilità del Presidente Vendola e dell’assessore Sasso”.

“E’ assolutamente – conclude - inammissibile che domani, nell’ambito della riunione del Comitato Universitario Regionale di Coordinamento – Puglia (CURC), il Rettore Uricchio si lasci scippare le somme stanziate. Se questo dovesse accadere, sarà palese l’intento di non voler sostenere il personale t.a. in scadenza che la stessa Università ha formato e reso indispensabile per sopperire alle centinaia di pensionamenti avvenuti nell’ultimo triennio”.

Certo, aggiungiamo noi, se alla Regione avessero fatto le cose per bene, stanziando per tempo il denaro necessario, e non in un emendamento dell'ultimo minuto alla legge di bilancio, probabilmente non ci sarebbe stato lo spazio per le altre università pugliesi per accampare diritti su quelle somme, se questa era la volontà della Regione Puglia. In alternativa, si sarebbero dovute trovare le risorse per risolvere il medesimo problema ai precari di tutte le università pugliesi, e non soltanto di quella di Bari.

In buona sostanza, sulla pelle e sulle spalle dei precari baresi che hanno protestato, a lungo e giustamente, ora si rischia di fare un papocchio che non servirà a nessuno. O per lo meno a molto pochi. Facendo finire il denaro in rivoli e rivoletti tali da renderlo irrilevante.

Complimenti davvero, cara Regione Puglia, per la lungimiranza dimostrata. E complimenti anche a quelli che si sono svegliati giusto in tempo per sedersi al tavolo della spartizione.

Scritto da Redazione
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