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Brindisi, che fine ha fatto la convenzione per abbattere l'inquinamento?

Che fine ha fatto la convenzione che sembrava sul punto di essere siglata tra gli Enti locali e l'Enel per un drastico taglio delle emissioni inquinanti a Cerano e per una riconversione energetica in termini di abbattimento dell'inquinamento e dell'efficentamento dell'intera area industriale brindisina?

Due anni fa tutto sembrava fatto. Mancavano soltanto le firme. Ma prima lo scioglimento della Provincia, e dopo i dissidi interni alla maggioranza di centrosinistra del Consiglio Comunale di Brindisi hanno fatto saltare il tavolo.

Ma non ci sono più quelle priorità? Affatto. Anzi, sono diventate ancora più presenti ed impellenti.

"Nel 2011 si stava lavorando a una convenzione che obbligava la centrale termoelettrica Enel di Cerano a ridurre le emissioni di Co2 in maniera drastica. Per avviare la decarbonizzazione dell'area industriale brindisina e ridurre di conseguenza l'utilizzo di fonti fossili bisogna innanzitutto proseguire su questa strada che gli enti locali non hanno portato a termine" ha detto Giovanni Epifani del Pd.

"È necessario che quegli stessi attori, Regione, Provincia e Comune, che stavano per sottoscrivere il documento con l'Enel (azione bloccata anche a causa dello scioglimento della Provincia di Brindisi e delle polemiche sorte sul tema nel Consiglio comunale di Brindisi) ora si rimettano la lavoro per formalizzare questo documento affinché la centrale a carbone Federico II riduca la produzione di andride carbonica (anche attraverso una riconversione a gas) e incentivi le energie sostenibili.

Per una riconversione energetica dell'area industriale brindisina è necessario che in questo momento gli enti locali proseguano con determinatezza su quella strada già intrapresa nel passato per realizzare finalmente quel risanamento ambientale dell'area, da anni decantato e mai avviato, nonostante i numeri sulle neoplasie e sulle malformazioni congenite delle persone che vivono in quel territorio".

Scritto da Redazione
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