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Claudio Abbado: il Mito e i peracottari

 

Ci ha lasciati a 81 anni quasi compiuti, una vita intera dedicata alla Bellezza (la maiuscola è indispensabile) e alla vera promozione di tanti giovani talenti. Il suo strumento musicale era l'Orchestra, sinfonica o da camera poco importava. Il suo ultimo sogno si chiamava "Orchestra Mozart": intitolata al più grande genio assoluto che la musica abbia mai avuto che a 36 anni poteva morire sicuro della sua immortalità, non a caso guardava ai giovani e alle giovani di ogni parte del mondo.

Ma prima, nel 2010 appena uscito da un cancro che sembrava avergli stroncato il futuro, Claudio Abbado aveva dato forza e spinta a un'altra idea spettacolare: quella delle orchestre giovanili del Venezuela e di Cuba. Un modo concreto di aiutare i tanti che in realtà politico-economico difficili, avevano nella musica l'unica strada di riscatto e affermazione.

Un anno fa era stato nominato senatore a vita da Giorgio Napolitano ma non era mai riuscito, fisicamente, ad insediarsi a Palazzo Madama. Il male lo aveva riaggredito, costringendolo a sospendere prove, concerti, incisioni. Lo sapevano tutti gli addetti ai lavori, tutti gli appassionati, tutti i musicofili del mondo. 

Ma questo non ha impedito che il nome del Maestro fosse usato quasi come uno specchietto per le allodole, per attirare il pubblico su un ipotetico concerto, da tenersi in Febbraio 2014, con l'Orchestra Mozart (che il 14 gennaio aveva intanto ufficialmente sospeso le attività), annunciato come il Grande Evento, al Petruzzelli di BAri.

Vi risparmiamo, per rispetto ad Abbado soprattutto, i prezzi dei biglietti. L'evento, ovviamente, è andato sold out nel giro di pochissimi giorni, con qualche disponibilità, a prezzi proibitivi, soprattutto nelle prime due file o in qualche palco di prim'ordine.

E soltanto dopo che la Mozart, messa nel frattempo in liquidazione (è un'orchestra "privata" e dunque vive solo se lavora. Senza Abbado non lavorava più) aveva annunciato la sospensione di tutti i concerti, i nostri peracottari della musica, hanno deciso di diramare un prudente comunicato in cui annunciavano che il concerto del Maestro Abbado era stato cancellato, come se fosse una catastrofe imprevedibile e inaspettata.

Le condizioni di Abbado (basta fare una ricerca su google per saperlo) erano critiche da almeno sei mesi: e quel concerto di Bari, ancora presente on line senza alcun cenno di smentita, è la conferma tragica di quale sia l'autentica offerta culturale di questa infelice città che sulla carta vuol essere metropoli (città madre, dall'etimologia greca), ma è solo un cantuccio un po' becero e infelice di una Regione che forse meriterebbe un altro capoluogo.

 

 

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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