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Crolla il pavimento, rinvenuti due cadaveri a Lecce

Morti da almeno un mese, ma scoperti soltanto oggi, all'interno di una abitazione fatiscente con il pavimento crollato. E' accaduto a Lecce. Due persone, una coppia di clochard, sono morte oggi precipitando in una cisterna d'acqua piovana dopo il crollo del pavimento di un'abitazione fatiscente in via Taranto a Lecce. I corpi, ha riferito il Procuratore di Lecce Cataldo Motta, sono saponificati, per cui la tragedia potrebbe risalire ad almeno un mese fa. Sul posto sono al lavoro agenti della Polizia di Stato, vigili urbani, vigili del fuoco e speleologi.

Sul fatto di cronaca è intervenuta con una nota Adriana Poli Bortone, portavoce di Movimento per Alleanza Nazionale. “Il fatto che le amministrazioni pur una serie di motivi e anche per le difficoltà finanziarie in cui versano in questi ultimi tempi non riescono a dare risposte per tempo ai cittadini indigenti e bisognosi di un tetto porta alla tragedia di Veronica e Riccardo.  Povera gente che evidentemente non aveva  intorno nessuno perché la scomparsa non aveva suscitato l’interesse di alcuno. Drammi della solitudine e della povertà di cui un Welfare che si rispetti deve assolutamente farsi carico".

“Una morte che ferisce una città intera - sottolinea invece Salvatore Negro, capogruppo Udc alla Regione Puglia - e che deve aprire una riflessione profonda nella politica e nelle Istituzioni sulla possibilità di assicurare una abitazione dignitosa anche alle fasce della popolazione più deboli, che aumentano a causa del perdurare della crisi economica”. 

“Le nuove norme sull’edilizia popolare che la Regione Puglia sta per emanare, non saranno sufficienti se non verranno supportate da idonei finanziamenti per sostenere la realizzazione dell’edilizia sociale, rendendo con ciò accessibili le abitazioni anche agli indigenti. Gli IACP di Puglia, commissariati da oltre 10 anni, sono ancora regolati da una legge datata di quasi 30 anni che non dota gli Istituti degli strumenti che l’attualità richiede. Sull’argomento poi, da tempo, abbiamo invitato il governo regionale e nazionale a tenere come riferimento i risultati raggiunti con il piano decennale per la casa, approvato dal legislatore nazionale nel 1978, legge n. 457/78, che all’epoca ha dato risultati soddisfacenti e che andrebbe riproposto.  Per tali ragioni – ha concluso il presidente Negro – auspichiamo che si voglia aprire presto, a tutti i livelli, un nuovo e più proficuo dibattito sull’edilizia sociale per assicurare in tempi brevi programmi finanziari  che consentano alle nascenti agenzie regionali per la casa, in sinergia con il privato, di poter realizzare alloggi anche alle persone meno abbienti, ed evitare così il perpetrarsi di tragedie come quella accaduta a Lecce”.

Scritto da Redazione
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