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Fiera del Levante: ma di chi sono le colpe?

Di chi sono le responsabilità per la disastrosa situazione economica della Fiera del Levante? In Puglia, è noto, siamo molto bravi a rimpallare le responsabilità all'infinito: è colpa del Comune... no... della Regione... no... di Schittulli... no, della Camera di Commercio... no... dei baresi che vogliono entrare gratis...

Sulla questione, a commento degli interventi pubblicati dalla stampa di Michele Emiliano, è intervenuto il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Ignazio Zullo.

"Michele Emiliano, individuando nelle nomine della Regione e, quindi di Vendola, le maggiori colpe per la gestione dissennata degli anni scorsi della Fiera del Levante, ha aperto uno squarcio di verità. Non c'è dubbio che Vendola non solo ha nominato il Presidente, ma ha di fatto individuato ed imposto Segretario Generale o Direttore Generale che dir si voglia. A queste figure, cui era affidata la gestione quasi totale, spesso senza limiti, di spesa, ha aggiunto anche tre componenti l'assemblea generale di cui uno nel Consiglio di Amministrazione, tanto che, può ben dirsi che Vendola aveva il controllo quasi totale dell'Ente e non può non rispondere direttamente o indirettamente, attraverso i suoi rappresentanti, del buco finanziario prodotti negli ultimi anni".

"Quello che non riusciamo a giustificare - sottolinea Zullo - è l'autoassoluzione di Emiliano per le sue personali responsabilità. Da 10 anni, come un re assoluto, gestisce il Comune di Bari, ha nominato vice presidente il suo vecchio padrone di casa che ha firmato - come sostituto del dimissionario prof. Viesti - alcuni dei più discutibili atti della storia amministrativa del nostro territorio, come quelli legati all'opaca vicenda di Eataly".

"Non contento di questi danni, il sindaco uscente di Bari ieri ha pensato di affacciarsi per qualche minuto alla riunione della task force regionale dell'occupazione, impegnata a verificare gli esuberi di personale dell’Ente  Fiera, per provocare gli altri enti fondatori e costruirsi un alibi per le proprie future inadempienze. Che senso aveva, ad esempio, pensare che la Provincia - ente che una legge dello stato (che Emiliano dovrebbe conoscere) ha destinato alla chiusura -, possa essere in condizione di coprire una fetta di debiti della Fiera su cui non ha alcuna responsabilità sostanziale o che possa assumere un terzo dei dipendenti diretti verso la mobilità? Emiliano sapeva bene in quel momento di agire con proposte senza fondamento giuridico, espresse con considerazioni gratuite e populiste e indirizzate a far saltare il tavolo con i sindacati".

"Le forze del centrodestra - che sono rimaste fuori dalla gestione della Fiera negli anni dello sfascio - ribadiscono che non solo non intendono dare alcuna copertura ma pretendono - e qui torno a sollecitare l’istituzione della commissione d'inchiesta in Consiglio regionale - che tutti gli amministratori ed i manager responsabili del buco finanziario siano chiamati a rispondere, non solo politicamente, di abusi, distrazioni ed omissioni. Non possono pagare i cittadini, con surplus di tassazione, e i dipendenti, anelli deboli della catena.

Un particolare sguardo va posto ai canoni di concessione lontani anni luce da quelli che lo Stato individua attraverso l'OMI, per tutte le strutture Demaniali, ad iniziare dal pasticcio di Eataly che, quotidianamente, ci offre materia di discussione e di grande imbarazzo per i cultori dell’equità della P.A. nella speditezza delle procedure di autorizzazione.

Il nostro gruppo consiliare ritiene che la Fiera debba continuare la sua missione attraverso la sua ristrutturazione e modernizzazione in collaborazione con la migliore imprenditoria privata illuminata, senza impoverirsi attraverso operazioni immobiliari. Se c’è esubero di personale, l’esubero sia ripartito per tutti i dipendenti attraverso procedure di mobilità verso le strutture della Regione allargate agli enti strumentali che, fino a definitivo incorporamento dei dipendenti della Fiera in esubero, devono finirla di contrattualizzare personale sfidando norme e leggi etiche. Se poi Emiliano facesse la sua parte nel mobilitare verso il Comune parte degli esuberi, eviterebbe di affermare principi inattuabili come quello di chiamare alla soluzione del problema un Ente, la Provincia, il cui destino di sopravvivenza è irrimediabilmente segnato".

Scritto da Redazione
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