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Polemiche sulla chiusura del corso universitario di olivicoltura

 

Puglia, terra di olivi e di olio di qualità eccellente. Oppure no?

La Puglia ha una tradizione di olivicoltura millenaria, tramandata nei secoli ed è, a detta di tutti, una delle terre madri dell’ulivo stesso. Quest’albero secolare, ricco di significati di pace, di storia, guardiano delle campagne, simbolo del Mediterraneo, si estende fitto nelle ampissime valli pugliesi, tra i muretti a secco, in tutto il suo vigore e la sua unicità. Dal Salento, alla Murgia, alla Valle d’Itria, al Preappennino Dauno.

Eppure in Puglia c'è chi vuole impedire agli studenti di seguire un corso in merito. Indignati, oltre agli universitari, soprattutto gli agricoltori, gli operatori del settore e la ConfAgricoltura Puglia, di cui si fa portavoce il presidente Donato Rossi che esprime tutto il suo disappunto ed il suo dissenso nei confronti della decisione presa dall’Università di Bari, di sopprimere il corso di Olivicoltura della Facoltà di Agraria.

Sullo stesso solco interviene anche Peppino Longo, consigliere regionale dell’Udc, che sottolinea anche come non solo la notizia sia reale, ma anche come sia strata trattata con scarsa rilevanza dai mezzi di informazione.

“La notizia della soppressione del corso di olivicoltura alla Facoltà di Agraria dell’Università di Bari sta passando troppo sotto silenzio. Si tratta di un “taglio” pericolosissimo in un territorio che con oltre 377mila ettari coltivati ad ulivi rappresenta la motrice dell’olivicoltura nazionale per superficie, senza sottovalutare che in Puglia ci sono circa 780mila aziende e che si produce oltre il 35% dell’olio di oliva italiano e circa il 10% di quello dell’intero pianeta. Dati significativi che da soli dovrebbero far “insorgere” tutti ma che, invece, vengono sottovalutati".

"Il governo regionale dovrebbe far sentire la propria voce di dissenso ed avviare un dialogo con i vertici della facoltà di Agraria per capire se ci sono i margini per poter tornare indietro ed evitare il taglio del corso di olivicoltura. Una fetta fondamentale della nostra economia è rappresentata dall’agricoltura, un settore che potrebbe fare da volano per la ripresa economica della Puglia ma che, purtroppo, viene spesso sottovalutato e relegato quasi ad ultima ruota del carro.  L’assessore Nardoni bene ha fatto ad alzare la voce per il settore pesca (un altro comparto importante per la Puglia) ma è necessario “curare” sempre di più l’agricoltura che potrebbe “regalare” alla nostra regione soddisfazioni davvero importanti”.

Scritto da Redazione
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