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Dismissioni: la Provincia di Bari ci riprova

Parola d'ordine: dismissioni. Per fare cassa, per ottimizzare il patrimonio immobiliare non sfruttato al massimo delle sue potenzialità, e per provare ad utilizzare quel denaro per rilanciare altre attività di competenza provinciale. Per la terza volta l’Amministrazione provinciale di Bari indice una gara per la vendita di alcuni importanti immobili di sua proprietà. Ha tentato di farlo già due volte (dicembre 2011 e ottobre 2012) ma, in entrambe le occasioni, le aste sono andate deserte. Ora alla terza asta verrà applicato un ulteriore sconto del 10% rispetto al valore attribuito nella seconda asta che rispetto al primo era già stato scontato di un altro 10%.

 Gli immobili in vendita sono: la sede del Provveditorato agli Studi in via Re David a Bari, con a prezzo base d’asta di euro 17.440.000; l’immobile in via Murat a Bari (sede della Questura) a prezzo base d’asta di euro 29.866.000; il deposito macchine, con annesso alloggio custode, in corso Alcide De Gasperi di Bari a base d’asta di euro 360.800; l’immobile sulla Provinciale Cassano-Mellitto, al km 1 da Cassano (ex sede dell’Istituto Medico Psico-Pedagogico e alloggio del custode) a base d’asta di euro 880.000.

“Se gli immobili fossero  tutti venduti la Provincia si ritroverebbe a disposizione oltre 48 milioni di euro: una cifra considerevole – afferma il presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli – che metterebbe l’ente nelle condizioni di poter soddisfare qualsiasi tipo di richiesta rinveniente da vari settori: quello scolastico, si pensi a tutte le manutenzioni ordinarie e straordinarie che potrebbero essere realizzate nelle scuole; quello alla  viabilità, si potrebbero non solo mettere in sicurezza l’intero sistema, ma anche realizzare nuove arterie provinciali; quello socio-assistenziale, si potrebbero finanziare e potenziare una vasta gamma di servizi ai cittadini, specialmente dei più deboli e bisognosi.  Ma anche creare nuove opportunità di lavoro,  specie per i giovani e per le donne, potenziando  proprio i servizi sociali”.

Qualora anche questa terza asta dovesse andare deserta, dopo 30 giorni, la Provincia potrà accogliere un’offerta libera scontando le suddette basi d’asta, potendo, poi, procedere ad alienare gli immobili con trattativa privata.

Scritto da Redazione
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