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Rapporto segreto al Ministro? I rettori pugliesi non ci stanno

 

Un rapporto segreto del ministero della Pubblica Istruzione sarebbe stato consegnato al neo ministro Stefania Giannini con cifre e dati delle Università del Sud, e soltanto di queste. Questo secondo il quotidiano "La Repubblica" in un articolo a firma Reggio e Zunino.

Mai 4 Rettori degli atenei pugliesi non ci stanno e contestano, nel merito, l'articolo. Ecco il testo del comunicato dei rettori.

E' veramente sorprendente apprendere dalla stampa che tecnici del ministero avrebbero studiato i finanziamenti e i bilanci delle università del sud consegnando alla Ministra un rapporto segreto. I rapporti “segreti” e quindi ignoti a chi sarebbe “oggetto” della indagine rappresentano già una evidente anomalia dell’approccio. Il fatto che un tale rapporto sarebbe limitato solo alle università del sud renderebbe, se vera, la cosa ancora più preoccupante, tendendo a dividere il sistema universitario nazionale in un momento in cui ancora maggiore valore assume l’unità. Tale rapporto, peraltro, verrebbe fatto trapelare dopo il cambio al vertice del Ministero. Volere a tutti i costi rappresentare una realtà differenziata in maniera omogenea e sostanzialmente negativa, quando dagli stessi dati emerge una realtà ben più sfaccettata tra i vari atenei significa voler partire da un pregiudizio nei confronti delle università meridionali.

Non avendo a disposizione il “rapporto segreto”, ci si limita, a brevi considerazioni, per sottolineare se non altro la carenza di informazioni fornite ai lettori e la forte opinabilità del giudizio.

Viene travisata l’assegnazione delle percentuali di turnover da pensionamento come in qualche modo determinata da merito, riconducibile invece soltanto alla più ridotta capacità contributiva degli studenti meridionali,  in virtù di un reddito pro-capite nettamente inferiore alle aree territoriali più ricche e alla media dell’Italia. Né si pone in evidenza come a università (pur virtuose secondo gli stessi parametri ministeriali) possa essere assegnato un turnover del 7/8% a fronte di altre (ad esempio, quella dell’ex ministra) che giungono ad avere il 213 %.

Viene riportato dagli articolisti l’indice di indebitamento evidenziando, per esempio, per il Politecnico di Bari – etichettato come “ateneo indebitato” - un indice dell’1,15% senza osservare che l’indice medio del sistema universitario italiano è del 4,4% e, a solo titolo esemplificativo, per i Politecnici di Milano e Torino risulta essere rispettivamente del 12,12% e 12,82%, senza per questo gridare allo scandalo.

Le università pubbliche pugliesi, pur tra le difficoltà di contesto che caratterizzano il loro operato,  sono infatti sostanzialmente sane, forniscono una formazione qualificata e rappresentano luoghi in cui si fa ricerca di qualità e in molti casi di eccellenza, riconosciuta a livello internazionale, come dimostrano ranking internazionali e le stesse classifiche ministeriali. Siamo pronti al confronto con il nuovo governo e con la nuova Ministra, sui fatti e sui dati che possano essere utili al miglioramento e a una valutazione corretta che per primi desideriamo.

Eugenio Di Sciascio  Rettore del Politecnico di Bari
Maurizio Ricci  Rettore dell’Università di Foggia
Antonio F. Uricchio  Rettore dell’Università di Bari “Aldo Moro”
Vincenzo Zara Rettore dell’Università del Salento
Scritto da Redazione
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