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Agricoltura: assetati e tartassati

Agricoltura assetata e tartassata. Potrebbe essere il laconico titolo di un film neorealista, ed invece è l'amara realtà in Puglia. In provincia di Taranto, in particolare. Dove gli agricoltori non soltanto non ricevono affatto i servizi loro dovuti dalla Regione Puglia e dai Consorzi di Bonifica, ma ironia della sorte subiscono l'angheria dell'incremento del tributo di bonifica generica. Una vera e propria mazzata che rischia di mettere in ginocchio il nostro territorio, che di agricoltura vive.

“La Regione resta sorda alle nostre richieste e i Consorzi di bonifica, invece di darci l’acqua, ci mandano le cartelle esattoriali”.

È ferma la presa di posizione del presidente di Confagricoltura Taranto, Gerardo Giovinazzi, all’indomani dell’incontro tenutosi in Regione per affrontare il nodo dei piani di classifica e di riparto, gli strumenti tecnici per individuare e perimetrare le aree da sottoporre al pagamento del tributo di bonifica generico, meglio noto come “tributo 630”. “L’ipotesi di piano che ci è stata illustrata in assessorato – spiega Giovinazzi – non è stata per nulla condivisa dalle associazioni di categoria, anche perché essa comporterà ancora una volta un onere aggiuntivo per benefici inesistenti: l’ennesima mazzata per le aziende agricole”.

Per Confagricoltura, infatti, appare difficilmente giustificabile il pagamento di un tributo a fronte di un servizio carente o, nel peggiore dei casi, del tutto assente: “Basta vedere come sono ridotti i canali – rimarca Giovinazzi – o riflettere su situazioni alquanto singolari come, ad esempio, il fatto che viene richiesto il tributo di bonifica in zone completamente alluvionate, come a Castellaneta Marina”.

Il problema dei consorzi, in realtà, è a monte: “I conti, nonostante il commissariamento degli enti di bonifica, non tornano e – sottolinea il presidente di Confagricoltura – la Regione intende farli quadrare calando le mani nelle tasche degli agricoltori. Per questo noi di Confagricoltura non abbiamo avallato  il piano proposto dalla Regione e, al contrario, vogliamo manifestare la nostra decisa opposizione, mettendo in guardia le aziende sull’arrivo, a breve, delle cartelle esattoriali per l’annata 2014”. Del resto, secondo Giovinazzi, “è il sistema-consorzi a non funzionare: bisognerebbe – sostiene - farli scomparire sul serio e passare ad un ente unico finanziato dalla collettività. Non è concepibile che la manutenzione del territorio, che riguarda tutti, venga pagata solo dagli agricoltori”. I quali, per giunta, devono onorare anche i costi di una stagione irrigua che, come da “tradizione”, è in ritardo anche quest’anno.

L’alternativa, si consola Giovinazzi, è quella che arriva dal cielo: “Grazie a Dio sta piovendo: ma possiamo andare avanti così?”.

Scritto da Redazione
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