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I tagli degli ospedali, le urla dei sindaci ed il gioco delle parti

 

Mercoledì prossimo nel Centro Servizi Culturali di Canosa di Puglia ci sarà un incontro, organizzato dall’Amministrazione Comunale, in primis dal sindaco Ernesto La Salvia, in cui si discuterà, verosimilmente in maniera appassionata ed accalorata, del “Piano di riordino ospedaliero” varato dalla Regione Puglia, che prevede pesanti tagli per l’ospedale di Canosa.

Sono previsti gli interventi di Pino Romano, membro della Commissione “Sanità” della Regione Puglia e consigliere regionale (Pd) e l’onorevole Francesco Boccia, deputato sempre del Pd.

Le parole utilizzate dal primo cittadino di Canosa nei confronti del Piano approvato dalla Regione sono dure. “E’ importante che ci vengano date le dovute spiegazioni sulla sciagura che ha colpito il nostro nosocomio”. E poi prosegue: “malgrado l’impegno preso dalla Regione a prendere in considerazione le nostre proposte documentate, il nostro ospedale viene ulteriormente ed incredibilmente penalizzato”.

Con il “Piano di riordino ospedaliero”, infatti, oltre ai tagli già previsti scompare il reparto di Psichiatria (15 posti letto) dell’ospedale di Canosa e i posti letto complessivi vengono ulteriormente ridotti a 71, rispetto agli iniziali 102.

“In una situazione del genere, non si comprende davvero come possa essere affrontato il problema degli acuti, dei nascituri e delle emergenze di pronto soccorso, con una offerta sanitaria pari addirittura a meno della metà di quanto previsto dalla norma nazionale”.

Noi, dal canto nostro, suggeriamo umilmente al Sindaco La Salvia di andarsi a rileggere i verbali di voto in Consiglio regionale, per poi rammentare a chi verrà a Canosa a dire che “non siamo riusciti a fare nulla per salvare nemmeno l’ulteriore rispetto al previsto”, come ha votato.

All’incontro sono stati invitati anche il presidente della Giunta Nichi Vendola e l’assessore alla Sanità Ettore Attolini, che però difficilmente saranno presenti.

Con ogni probabilità ci sarà un po’ di gioco delle parti, dopo di che il Pd locale chiederà al Pd locale perché il proprio Paese è stato dimenticato, il Pd regionale dirà che non c’era altro da fare, il Pd locale esprimerà tutto il proprio sdegno e la propria condanna (soltanto a leggere le parole del sindaco appare chiaro). L’esponente di turno del Pd regionale farà spallucce.

E tutto finirà in un misto di applausi e di fischi.

Il sindaco e la Giunta rimarranno con le proprie domande, senza le risposte che chiedono, ed alla fine l’unica cosa che si capirà è che, ancora una volta, mentre in Regione si usa l’accetta, alla popolazione diranno che si usa il bisturi. E che altro potrebbero raccontare?

Senza specificare che tra poco di bisturi non ce ne saranno più.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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