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Le pale eoliche oscureranno i vigneti del Primitivo?

Il parco eolico a Manduria, nel tratto di strada che conduce alla splendida spiaggia di San Pietro in Bevagna, sembra che non lo voglia proprio nessuno, almeno stando alle risultanze di una affollata manifestazione promossa dalla Provincia di Taranto con Associazioni ambientaliste, agricoltori del Primitivo di Manduria, sommelier, operatori turistici e cittadini.

Eppure in Regione è stata presentata la domanda per la costruzione di un mega parco eolico. 136 le torri che circonderebbero Manduria qualora i progetti presentati dalle società «Monte», «Messapia energia» e «Manduria Green», tutte riconducibili agli ingegnerei Santo Masilla di Erchie, Leonardo Filotico di Manduria, Enrico Minoli di Torino ed altri soci del Nord Italia, dovessero essere approvate dalla Regione Puglia. Di ufficiale, al momento, c'è la richiesta di valutazione di impatto ambientale, presentata nella giornata di ieri.

Una vera foresta, con costruzioni alte quasi 100 metri che per il raggio di circa 10 chilometri offuscherebbero o quasi la vista di chi, fino ad oggi, è stato abituato quasi esclusivamente alle distese di vitigni da Primitivo ed uliveti.

Gli investimenti sono davvero cospicui: per costruire le 136 torri servono 272 milioni di euro. I ricavi previsti potrebbero raggiungere, invece, i 72 milioni di euro circa all'anno, considerando una potenza prodotta pari a 497 MW, sufficiente per soddisfare le domande di utenze domestiche di una popolazione pari a circa 250/300mila persone.

Quali sono gli aspetti della vicenda, allora? Se da una parte si sta parlando di un grossissimo investimento su un area depressa della Regione, con conseguenti posti di lavoro, indotto e riduzione di emissioni inquinanti, dall'altra si distruggerà il paesaggio di un'area a fortissima vocazione turistica ed agricola, andando ad inficiare sulla produzione del ben noto Primitivo di Manduria (tra l'altro premiato ancora come miglior vino italiano n.d.r.).

La politica è trasversalmente contraria.

Già alcune settimane fa Rocco Palese, capogruppo Pdl, sottolineava l'esigenza, prima di emanare nuove autorizzazioni, di "fare il punto sugli impianti esistenti, va fatto un serio rapporto costi/benefici, vanno valutati con attenzione gli esiti delle decine di inchieste giudiziarie su impianti eolici e fotovoltaici dalle quali emergono inquietanti scenari e alcune delle quali, a quanto si legge dalla stampa, coinvolgerebbero in parte anche la società che sta richiedendo la Via per il nuovo mega impianto di Manduria”.

Alfredo Cervellera, di Sel, va anche oltre, ricordando tra l'altro la legge regionale in vigore. "Non siamo per principio contrari alle energie alternative (anzi ne siamo i fautori rispetto ad altre fonti di inquinamento come il petrolio) ma come Regione Puglia con la Legge 25 del 24 settembre u.s. abbiamo dettato le linee guida per regolamentarle rispetto a quanto avvenuto negli ultimi anni con lo sviluppo selvaggio anche sotto la spinta di multinazionali interessate solo a lucrare sul nostro territorio. All’articolo 3 della suddetta Legge abbiamo sancito con forza il divieto di ulteriore consumo di terreni agricoli, per cui la Commissione Ambiente (di cui sono componente) che licenziò tale norma non potrà che ribadire, nella audizione di domani con la Provincia di Taranto e gli agricoltori di Manduria questa linea. Ho interessato della questione il presidente Vendola e l’assessore Stefàno, che mi hanno assicurato il loro autorevole intervento, sempre nel rispetto delle proprie competenze, per scongiurare questo scempio".

E sulla stessa lunghezza anche Patrizio Mazza (Diritti e Libertà): "No più assoluto alla installazione di pale eoliche nel territorio di Manduria per la salvaguardia del territorio e, soprattutto, delle pregiate coltivazioni e vigneti che costituiscono con il comparto agroalimentare le poche risorse economiche di cui possiamo essere fieri nell’area ionica".

Basterà per difendere la terra e il mare di Manduria dalla palificazione selvaggia? Riuscirà la Regione Puglia a resistere dall'emanare le nuove autorizzazioni (si sa, in campagna elettorale potrebbero esserci molte tentazioni...), e soprattutto riusciremo mai a conoscere quanti impianti ci sono in Puglia, il loro iter autorizzativo, le regole che questi impianti devono osservare, i limiti dell'impatto che devono avere sul territorio, i benefici per le aree impegnate, il grado di rispetto delle colture agricole e dell'ambiente che devono sussistere?

Ce n'è abbastanza per una bella poesia. Oppure...

Scritto da Roberto Mastrangelo
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