testata_web_pdo_5celeste.jpg
teaser_1_raccontiamolapuglia_980x89.jpg

Anno giudiziario, prima bisogna far funzionare i tribunali

In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, riceviamo e pubblichiamo l'intervento scritto da Patrizia Tomaselli (Segretaria Regionale Funzione Pubblica Cgil) e Massimo Marcone, componente delegazione trattante nazionale Giustizia Cgil).

Nel lungo intervento, che verrà letto nel corso delle manifestazioni ufficiali presso i Tribunali di Bari e di Lecce, si sottolineano le grandi difficoltà degli operatori della giustizia in Puglia, che da una parte devono combattere con l'obsolescenza di uffici, materiale tecnico e tecnologico, e dall'altra con sempre maggiori oneri ed incombenze, dovute anche ai tagli previsti.

Riportiamo integralmente il comunicato dell'organizzazione sindacali, nella convinzione che nel celebrare l'avvio di un nuovo anno giudiziario, le priorità devono essere quelle legate ad un miglioramento delle condizioni di lavoro dei Tribunali, sotto tutti i punti di vista. Inutile perdersi in chiacchiere, usando magari i linguaggi della politica o dei giudici. Per far funzionare la giustizia devono funzionare i Tribunali.

Ecco il testo dell'intervento

 

La Funzione Pubblica CGIL interverrà capillarmente in tutte le Corti di Appello d’Italia in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2013 per sottolineare le problematiche che quotidianamente affrontano i lavoratori degli Uffici Giudiziari.

Anche in Puglia, a Bari ed a Lecce, gli interventi stigmatizzeranno l’intervento negli ultimi anni dei governi che hanno tagliato indiscriminatamente i servizi pubblici anche tagliando risorse al Ministero della Giustizia.

Inoltre, la recente riforma della geografia giudiziaria, approvata dagli ultimi due governi, finirà per tradursi in una giustizia a macchia di leopardo ed in un ritiro dello stato dal territorio e non avrà gli effetti sperati sull’efficienza del sistema giustizia.

L’hanno chiamata razionalizzazione, in realtà è un arretramento dello Stato dal territorio, soprattutto in luoghi come il mezzogiorno e la Puglia dove il tasso di criminalità organizzata e di delinquenza comune è tra i più alti d’Italia.

Infatti, la possibile chiusura di più di un centinaio di presidi giudiziari pugliesi, e la mobilità forzata di centinaia di lavoratori, conferma i dubbi che ci sono su questa strombazzata riforma che non è altro che una necessità di risparmio per lo Stato. Ma qual è il risparmio? La chiusura di tanti uffici giudiziari avrà la conseguenza di comprimere la fiducia che i cittadini hanno nelle Istituzioni e probabilmente non vedrà realmente quelle economie che il Ministro ha dichiarato.

Ci chiediamo come un cittadino potrà continuare ad nutrire fiducia nello Stato se lo stesso oggi considera un costo anche il presidio di legalità sul territorio, garantito attualmente dalle Procure della Repubblica, dai Tribunali e dagli uffici del Giudice di Pace?

Come faranno i politici – che hanno appoggiato i due recenti governi – a parlare di legalità e di efficienza della macchina giudiziaria, in un luogo dove si utilizzano ancora programmi in MS DOS!

Come si fa a conciliare la risolutezza del Ministro Severino nel fare approvare il ddl anticorruzione con l'indebolimento delle strutture che la corruzione dovrebbero combatterla. Lo stesso Ministro della Giustizia che nell’intervento di oggi in Cassazione non ha nemmeno citato il quotidiano lavoro dei lavoratori giudiziari.

Le politiche di risparmio sulla spesa pubblica hanno portato ad un prolungato blocco del turn over, ogni anno vi è una perdita complessiva di 1000 unità nel Ministero della Giustizia, che non vengono sostituite, vi è un’erosione del patrimonio di conoscenze che nessuno ci restituirà, che fanno il paio con un modello organizzativo assolutamente obsoleto.

Nessun reale processo telematico è possibile senza le persone nei Tribunali e con servizi di vitale importanza esternalizzati come l’assistenza informatica e la stenotipia, con contratti precari fortemente penalizzanti per i lavoratori interessati e costi elevati per il bilancio dello stato.

In tutta questa situazione i recenti governi non sono sembrati interessati ad aprire  un confronto serio per migliorare il servizio giustizia ascoltando le gravi problematiche che affliggono l'organizzazione degli uffici e il personale.

La FP CGIL ha da tempo dato la sua disponibilità a una riforma seria che tenesse in conto, oltre al tasso di criminalità dei diversi territori, anche al sistema infrastrutturale e geografico; non siamo però stati ascoltati.

Infatti, la giustizia necessita di un grande intervento di riorganizzazione e la Funzione Pubblica CGIL è l'unica ad aver messo in campo una proposta di modernizzazione che guarda agli scenari europei e che nel prossimo mese verrà presentata in una pubblica iniziativa a Lecce. E' una proposta attuale che guarda a una giustizia efficiente e moderna al passo con i tempi dell’Europa.

Vanno nel segno opposto, purtroppo, anche i recenti accordi del Ministero della Giustizia con la minoranza delle Organizzazioni Sindacali, dopo un contratto integrativo che ha dequalificato e mortificato il personale giudiziario, ci sono stati gli accordi sulla mobilità e sulla distribuzione del FUA, sono accordi che non rendono merito ai lavoratori che, in realtà dovrebbero essere quotidianamente motivati ed incentivati per l’enorme mole di lavoro di cui si fanno carico.

Il diritto a vivere in un paese in cui si riconoscano diritti e legalità è un obbligo che abbiamo nei confronti del futuro dei nostri figli, invece sembra che l’idea dei nostri Amministratori pubblici è quella di preparare un futuro in cui la democrazia è fortemente indebolita dalle differenze sociali.

Dobbiamo ricordarci tutti che i nostri datori di lavoro sono i cittadini ed il loro diritto a fruire in modo adeguato dei servizi della giustizia è sacrosanto.

Patrizia Tomaselli
Massimo Marcone


Scritto da Roberto Mastrangelo
Newsletter



IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %