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Testimone contro la mafia, abbandonato dallo Stato. La lettera a Schittulli

Quando abbiamo ricevuto in redazione la leggere di un testimone di giustizia inserito in un programma di protezione su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Bari e dalla Direzione Nazionale Antimafia, abbiamo riflettuto su quale importanza dare alla notizia, se darne, e come tutelare al meglio, nel caso di pubblicazione, chi ci ha inviato il comunicato.

La vicenda, in se', è abbastanza nota. Si tratta di un imprenditore di Altamura che, con coraggio e grandissima volontà, si è fermamente opposto agli intrecci mafiosi del paese murgiano, e che negli ultimi anni sta cercando di condurre l'attenzione sulla sua situazione di testimone di giustizia e su tutti i problemi che questo "status" comporta.

Da ultimo ha denunciato lo stato di abbandono in cui lo sta lasciando lo Stato, nonostante le sue dichiarazioni e le sue denunce siano servite a smantellare una delle più potenti organizzazioni mafiose della puglia. Da alcuni giorni i suoi figli sono rimasti senza tutela per mancanza di fondi, egli stesso è stato più volte definito un "problema", in passato è emerso il problema che lo Stato non ha nemmeno pagato l'affitto per l'abitazione in località protetta dove si trova la famiglia dell'imprenditore.

Abbiamo scelto di non citare il nome del testimone di giustizia, anche se non è troppo difficile risalire alle sue generalità, perchè riteniamo che sia il modo migliore per tutelarne l'incolumità, tante le minacce e gli attentati che lo stesso ha dovuto subire in un passato non troppo remoto.

Nel processo per mafia in corso a Bari, sui presunti intrecci tra criminalità organizzata, politica, imprenditoria deviata, ed esponenti delle forze dell'ordine ad Altamura, in cui sono impegnati i pm Desirèe Digeronimo della DDA e Roberto Pennisi della DNA, l'unica Istituzione pugliese che si è costituita è la Provincia di Bari. Il testimone si rivolge, dunque, al presidente della Provincia, Francesco Schittulli, per esprimere la propria gratitudine e, al tempo stesso, si chiede il perchè non sia stata fatta la stessa scelta da parte delle altre Istituzioni.

Ecco il testo. Abbiamo omesso soltanto la firma, per i motivi suddetti.

 Illustre Signor Presidente,

In riferimento alla costituzione di parte civile della provincia di Bari nel processo contro la mafia murgiana  con la seguente motivazione perché: «Si è fornita un’immagine negativa del territorio che ha cagionato un effetto depressivo sull’intero sistema economico». E ancora: un «vincolo criminoso» che avrebbe favorito «la formazione di una sottocultura criminale, caratterizzata dal mancato rispetto delle cose e delle persone», screditando «i numerosi e qualificati interventi che l’ente Provincia di Bari ha promosso in campo sociale e culturale nel corso degli ultimi anni», ho ritenuto doveroso da parte mia ringraziarLa per il suo senso di responsabilità nei confronti di una comunità da anni martoriata  dalla criminalità organizzata , dal racket, l’usura, l’illegalità, la corruzione.

Particolarmente sconcertante è invece la mancata costituzione di parte civile del Comune di Altamura che ha ritenuto di non far valere i diritti dei cittadini altamurani, uno schiaffo in faccia ai cittadini di Altamura e a coloro che sono stati vittime del clan.

Sconcertante è anche la mancata costituzione di parte civile di chi lancia anatemi e condanne nei confronti delle mafie, e non si è sentito in dovere di agire per la costituzione di parte civile e la difesa dei diritti di una intera comunità.

Certo, la mafia, la criminalità organizzata, meritano tutte le condanne del mondo; ma se le condanne non sono seguite da fatti concreti, restano parole al vento.

Mi chiedo, illustre Signor Presidente, ma da che parte stanno il sindaco di Altamura e il Presidente della regione Puglia se non hanno fatto la stessa cosa che ha fatto Lei denunciando le ferite profonde che la criminalità organizzata altamurana ha inferto al tessuto sociale, economico, culturale e dell’immagine di una intera comunità che si è distinta in particolare per i successi imprenditoriali esportati in tutto il mondo?

Inquietante è invece il comportamento del Presidente Nichi Vendola che ha brutalmente infierito sul Pubblico Ministero dott.ssa Desirèe Digeronimo che da anni lavora, con sacrificio ed abnegazione per assicurare alla giustizia i responsabili di una stagione di sangue, di collusioni, di corruzione di violenze, tentando di delegittimarla solo perché ha “osato” indagare su di lui.

Pregiatissimo Signor Presidente, io e i miei familiari siamo stati vittime di brutali aggressioni, minacce estorsioni da parte degli imputati del procedimento penale che grazie a Lei vede la Provincia di Bari parte civile, e mi sento legittimato a dire che sia il Sindaco di Altamura che il Presidente della Regione Puglia dovrebbero andare dal Pubblico Ministero, baciarle le mani e ringraziarla per aver assicurato alla giustizia un branco di criminali senza scrupoli.

Grazie Signor Presidente

Località protetta 29 gennaio 2013


Noi crediamo che di fronte a queste situazioni, ai processi per mafia, agli attentati alla pubblica sicurezza, le istituzioni dovrebbero, senza distinzioni di colore politico e senza nessuna paura, schierarsi sempre dalla parte della Giustizia. Riteniamo che uno Stato che sia deno di tale nome abbia il DOVERE di tutelare e proteggere chi, a rischio della propria vita e di quella dei propri cari, si ribella alle intimidazioni, alle minacce, ai ricatti, e sceglie la via della giustizia, della legalità, delle istituzioni, dello Stato.

Facciamo nostro l'appello del testimone di giustizia e ci chiediamo: perchè il Comune di Altamura non si è costituito?

Perchè la Regione Puglia non si è costituita?

Perchè i testimoni vengono lasciati da soli, senza protezione, senza il proprio lavoro, senza la propria vita, senza i propri diritti, mentre per chi è dall'altra parte della sbarra ci sono concessioni, amnistie, attenuanti, condoni, indulti, buona fede, buona condotta, sconti di pena, misure alternative... e potremmo continuare ancora a lungo.

Noi siamo e saremo sempre, senza se, senza ma, senza paura, dalla parte della legalità, della legge, delle istituzioni.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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