L’ANMIL su Accordo ILVA Deandri: “Scomparsa la parola “amianto”

In attesa di capire quale sarà il futuro dell’Ilva, Emidio Deandri presidente della ANMIL ci dice la sua su questa bozza di accordo fino ad ora trasparita dai giornali.

Attendiamo con ansia di leggere più approfonditamente l’accordo siglato ieri e in particolar modo le prescrizioni e gli strumenti di sindacato ispettivo messi a disposizione della comunità per monitorare gli sviluppi del Piano Ambientale di Arcelor Mittal, ma ad oggi una prima importante valutazione la possiamo già compiere dall’osservatorio delle malattie professionali che ci compete e ci riguarda da vicino. E’ scomparsa dagli impegni la parola “amianto”.

Così il presidente dell’ANMIL di Taranto, Emidio Deandri, che sottolinea quella che definisce una “grave dimenticanza”.

A Taranto il trend riferito alle malattie professionali denunciate è in aumento di oltre il 19% – dice – i dati INAIL parlano chiaro malgrado le stime siano ferme soltanto a giugno 2018 (441 malattie denunciate nel 2017 e 592 fino a giugno 2018), e onestamente non prendere in considerazione l’ipotesi di cattive condizioni di salute con un lungo periodo di latenza, rischia di far esplodere il problema a scoppio ritardato.

Esiste ancora una platea accertata di operai che hanno subito l’esposizione alla pericolosa fibra di quasi 1500 persone – continua Deandri – anche se il dato potrebbe certamente essere aggiornato perché l’amianto continua ad essere ben presente in buona parte dello stabilimento. L’incentivo all’esodo di 100mila euro lordi di fatto non ci consentirebbe di affrontare il problema, che non è solo di sostentamento, ma anche di salute, nella maniera adeguata.

Il riconoscimento ai lavoratori per il rischio da esposizione all’amianto è fermo dal 2003 – denuncia ancora l’ANMIL di Taranto – sarebbe il caso, invece, di rimettere mano allo strumento, alla possibilità di sospensione introdotto dalla legge Fornero, e alla opportunità di allungare il periodo per l’ammissione all’incentivo.

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