Sanità, Pellegrino: “Più risorse umane all’Istituto Zooprofilattico.

“Per l’Istituto Zooprofilattico di Puglia-Basilicata, con sede a Foggia, occorre un intervento di sostegno. Parliamo di un ente i cui compiti riguardano esigenze primarie e importanti per la collettività come la prevenzione e il contrasto a patologie riferibili a fattori alimentari e soprattutto di origine animale”.
Lo dichiara il presidente de La Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino, a margine dell’audizione in III Commissione Sanità dei vertici dell’Istituto, il direttore generale Antonio Fasanella e il direttore amministrativo Pietro Tantalo.
“Con questa specifica audizione da me richiesta – sottolinea Pellegrino – la III Commissione ha preso atto che negli ultimi anni il nuovo assetto manageriale dell’Istituto ha impresso un notevole sviluppo nella programmazione delle attività con la possibilità di rispondere a sempre più crescenti esigenze e progetti di prevenzione. Purtroppo l’Istituto, pur manifestando negli ultimi anni un sano avanzo di gestione, pari a circa 5 milioni di euro, non può impiegarlo per l’acquisizione di nuovo personale per effetto dei vincoli imposti dal 2004 dal Governo nazionale.

 

Sicché tutta la rilevantissima attività – che, non dimentichiamolo, riguarda sia la Regione Puglia e sia la Regione Basilicata – viene garantita da circa 250 dipendenti, di cui 80 precari o borsisti. E da pianta organica di unità lavorative ne servirebbero altre 80”.
“Per queste ragioni, anche numeriche – sottolinea ancora Pellegrino – credo che la Commissione Sanità potrà quantomeno sviluppare un’azione di stimolo al Governo regionale, e di riflesso a quello nazionale, a valutare l’opportunità di deroga ai divieti di assunzione in relazione a quegli enti la cui attività corrente manifesta un avanzo di gestione”.
“Tale azione – conclude il presidente – potrebbe portare all’immissione nell’Istituto sia di personale qualificato, sia di nuove risorse che possano garantire il trasferimento del know-how nell’attività di prevenzione e monitoraggio. Resta infatti paradossale che un simile ente possa sì acquisire con l’avanzo di gestione nuove strumentazioni, ma non ulteriori unità occupazionali. Proprio quelle stesse unità che potrebbero mettere in esercizio il nuovo parco mezzi”.

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